martedì 10 aprile 2018

PEDAGOGIA

CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE di Zygmunt Bauman 
In collaborazione con Riccardo Mazzeo 

Zygmunt Bauman è uno dei grandi pensatori contemporanei, ha prodotto un "corpus" impressionante di libri che hanno inciso profondamente sulla comprensione del mondo contemporaneo. Ricordiamo "Modernità e Olocausto" e "Modernità liquida. Le Edizioni Erickson hanno pubblicato il suo Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi nel 2007. 

Riccardo Mazzeo, editor storico della casa editrice Erickson, ha tradotto un centinaio di libri da inglese, francese e spagnolo e scrive sulle pagine culturali del "Manifesto". Tra i suoi libri ricordiamo oltre a questo, anche: Elogio della letteratura" con Zygmunt; altri:  "C'è una vita prima della morte?"; "Il vento e il vortice"; "Parlare di Isis ai bambini"; "Il musulmano e l'agnostico".  

 "Conversazioni sull'Educazione"  è un capolavoro che parla dell'educazione e i modelli da imitare per garantire un miglioramento nella società attuale,  "postmoderna", o meglio in questa "società liquida" come la definisce il teorico Zygmunt. 

Zygmunt Bauman (il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico) riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell'educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate. 

Qual è il ruolo dell'educazione in un tempo che ha smarrito una chiara visione del futuro e in cui l'idea di un modello unico e condiviso di umanità sembra essere il residuo di un'era ormai conclusa? 

Di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro "mondo liquido", molti giovani tendono a ritirarsi (in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nell'anoressia, nella depressione, nell'abuso di alcol o droghe), nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso. Altri si lanciano in forme di comportamento più violento come le "guerre tra bande"...ecc...Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti, assenti o indifferenti... 

Da qui Riccardo Mazzeo espone l'argomento con l'amico ormai scomparso Zygmunt Bauman (gennaio 2017) sull'educazione e lo scenario della realtà inquietante in cui si trovano calati i nostri figli e delle prospettive plumbee a cui sono esposti i figli dei nostri figli. 

"Amo immensamente Zygmunt Bauman come intercessore, come persona e come esempio di vita. A 86 anni mi sembra ancora estremamente giovane, profondo, acuto, generativo. Lo ringrazio per il privilegio immenso di avere associato il mio trascurabilissimo nome al suo, così fulgido, nella stesura di questo piccolo libro impreziosito dalle sue incursioni in nuovi territori del pensiero, dalle sue illuminazioni, dalla poesia che fa capolino qua e là nel suo ferreo ma sempre vivido argomentare". 

Zygmunt Bauman è il mio pensatore preferito. A Bauman il coraggio non ha mai fatto difetto: né quando, giovanissimo, fu decorato per essersi precipitato come volontario a combattere contro i nazisti, né allorché, nel Sessantotto, fu cacciato dalla facoltà di sociologia ed esiliato dalla Polonia per aver sostenuto gli studenti contro una burocrazia asfittica e arrogante. "Creare", ha scritto nelle ultime pagine di Modernità liquida, "(e dunque anche scoprire) significa sempre infrangere una regola; seguire una regola è pura e semplice routine, non un atto di "creazione". 

ALLA RICERCA DI UNA GENUINA "RIVOLUZIONE CULTURALE"

Magatti descrive il nostro scenario: "Non esistono più centro o periferia, alto o basso, giusto o sbagliato: il capitalismo tecno-nichilista tende a inglobare tutto, compreso ciò che si produce ai suoi margini e addirittura ciò che gli si oppone. Non c'è più controcultura perché "tutto è produzione culturale". Anzi, la controcultura costituisce una novità che arricchisce la verità e come tale viene inglobata nel sistema". 

La modernità è la convinzione che "il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza". 
Per quanto limitati possano apparire i poteri del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di tale rivoluzione.  


Bandura scrive..."Siamo sempre più esposti a potenti influenze che operano al di fuori delle istituzioni tradizionali e attraversano i confini nazionali. 

Gli straordinari progressi tecnologici in atto e la globalizzazione delle forze economiche stanno creando situazioni di interdipendenza transnazionale in cui il controllo della vita individuale richiede sempre di più un'azione collettiva. Anna A.  



























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