martedì 13 marzo 2018

PSICOLOGIA - EDUCAZIONE E FORMAZIONE

PREVENIRE E CONTRASTARE IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO di Ersilia Menesini, Annalaura Nocentini e Benedetta E. Palladino 


Ersilia Menesini è professore ordinario di Psicologia dello sviluppo nell'Università di Firenze. Tra le sue pubblicazioni: "Apprendimento e competenza sociale nella scuola" e "Bullismo: le azioni efficaci della scuola". 
Annalaura Nocentini, psicologa, insegna Prevenzione, valutazione e trattamento delle difficoltà socio-emozionali nel ciclo di vita nell'Università di Firenze. Si occupa di interventi evidence-based per il contrasto del fenomeno del bullismo e dei comportamenti aggressivi. 

Benedetta E. Palladino, psicologa, è assegnista di ricerca presso l'Università di Firenze e presidente dello Spin off universitario EbiCo, cooperativa sociale che progetta, valuta e propone programmi evidence-based per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo nella scuola. 

"Prevenire e Contrastare il Bullismo e il Cyberbullismo" Edizioni Il Mulino  è un libro che offre strumenti teorici e applicativi avanzati per affrontare il fenomeno, facendo proprio il modello innovativo della piramide della prevenzione universale, selettiva e indicata. 
Quali programmi funzionano meglio e, ancora, quali sono gli ingredienti efficaci dei programmi che presentano un maggiore successo? 
La preferenza delle autrici (ed io concordo con loro) va a quei modelli "antibullismo" che mettono al centro del processo di cambiamento i ragazzi stessi, ponendo l'accento sul riconoscimento delle emozioni altrui e sull'empatia. Gli insegnanti e i genitori sono anch'essi importanti, ma scarsi sono i risultati se non sono gli stessi protagonisti a cambiare la loro prospettiva. Altro elemento particolarmente apprezzabile di questo libro è non essersi lasciato mortificare da un'impostazione esclusivamente tecnica, anche se dichiarata e prevalente. Si avverte infatti in sottofondo una continua ricerca di modelli più comprensivi, più flessibili, che rimandano inevitabilmente a una prospettiva politica ed etica. Leggendo questo libro, ho imparato che esistono numerose e nuove tipologie di bullismo: da quello razzista a quello sessista, sessuale, omofobico, per arrivare alla forma più recente, il cyberbullismo, che si avvale del contesto virtuale, ma non per questo è meno pericoloso. Ada Fonzi  

L'obiettivo del libro è rivolto a coloro che trascorrono il tempo con i ragazzi  che vogliono comprendere meglio questo fenomeno che attualmente è sempre più in aumento nella nostra società. 

Questo volume è l'esito di un percorso di riflessione e di ricerca maturato in anni di impegno sul versante della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. Gli studi sul bullismo sono iniziati 40 anni fa. Il pioniere di quest'area è stato lo psicologo scandinavo Dan Olweus che nelle sue prime pubblicazioni ha definito questo comportamento come un "atto aggressivo condotto da un individuo o da un gruppo ripetutamente e nel tempo contro una vittima che spesso non riesce a difendersi". 


Il libro presenta alcuni programmi internazionali ("evidence based") contro il bullismo come: 
- Olweus Bullying Prevention Program, OBPP (Norvegia, Svezia ed esportato in altri Paesi). 
- Save (Spagna), il programma (Social Competence Training ) si basa su un modello educativo volto a promuovere la convivenza a scuola. 
- ViSC Training Programma (Austria)
- Friendly Schools (Australia), 
- Sheffield Anti-Bullying Program (Inghilterra) 
e - Bulli e Pupe (Italia)

Il bullismo che fino a qualche anno fa era considerato un fenomeno caratterizzato prevalentemente da comportamenti aggressivi e attacchi verbali lesivi, oggi, (con la facilità e l'economicità dell'accesso alla tecnologia informatica),  è diventato un fenomeno ancora più allarmante e sempre più ingestibile, perché in molti casi i bulli sono diventati anche invisibili alle loro vittime. 
I BULLI, ignorano che ogni azione informatica lascia una traccia che può consentire di identificarne l'autore. 

Esistono molti percorsi di interventi di prevenzione universale da attuare nelle scuole. Tra quelli più adatti alla scuola primaria è possibile citare: 
1) percorso di promozione della consapevolezza del fenomeno del bullismo e delle prepotenze a scuola attraverso l'approccio curricolare; 
2) percorso di responsabilizzazione del gruppo-classe attraverso la promozione della consapevolezza emotiva e dell'empatia verso la vittima; 
3) percorso di responsabilizzazione del gruppo-classe attraverso la costruzione di regole e di "politiche scolastiche". Oltre agli insegnanti e psicologi, la figura genitoriale è quella che ha maggiore responsabilità verso i propri figli, molto spesso dietro ad una manifestazione di  "bullismo" c'è il grido disperato di un giovane che chiede aiuto e attenzioni. 

La prevenzione bisogna costruirla, insegnando ai giovani "un'altra educazione civica", aiutandoli a conoscere, a comprendere e affrontare le proprie emozioni.  In pratica per i bulli si riscontra una generale immaturità nel riconoscere le emozioni, soprattutto la felicità.
Saper parlare dei propri sentimenti migliora anche la capacità di comunicare e l'apprendimento cognitivo. Suggerirei di inserire nelle scuole la materia di "Educazione Emotiva" tanto praticata e insegnata da Goleman.  La formazione di questa nuova materia, stimolerebbe la capacità di riflettere sull'emotività, ciò comporterebbe alle nuove generazioni le specifiche modalità per imparare a gestire le proprie emozioni, riducendo l'aggressività, e la violenza verso gli altri e inoltre sarebbe un ottimo supporto per le eventuali carenze familiari e sociali.  Anna A.