martedì 3 aprile 2018

PSICOLOGIA

GENITORI DIGITALI di Barbara Volpi 
Crescere i propri figli nell'era di internet 


Barbara Volpi, psicologa, specialista in Psicologia dinamica e clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza (Università di Roma). E' membro dell'Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga. Tra le sue pubblicazioni: "Gli adolescenti e la rete", e per il Mulino "Family Home Visiting" (con R. Tambelli,2015). 

"Genitori Digitali" Società Editrice Il Mulino è suddiviso in tre parti; la prima parte: LA FAMIGLIA DISCONNESSA; la seconda parte: CRESCERE NEL DIGITALE; la terza parte: LA FAMIGLIA CONNESSA. 

Questo libro si pone l'obiettivo di cavalcare con maggiore consapevolezza "l'onda net" che ha travolto i genitori, cogliendo metaforicamente come ancòre di salvataggio o fari che guidano la rotta di alcuni punti cardine della psicologia evolutiva e della condivisione affettiva della famiglia, per orientare e condurre con maggiore consapevolezza i nostri ragazzi nell'era tecnologica, che ha al suo interno il "nuovo" e il "vecchio" che non può essere cancellato con il tasto delete ma deve essere necessariamente integrato. 

Questo è principalmente un testo di ricostruzione, di riflessione e di condivisione, interessato non tanto al dato percentuale delle varie statistiche e classificazioni sull'argomento, quanto piuttosto a stimolare una comprensione e un'azione concreta della famiglia affinché si appropri di una competenza digitale plasmata sui bisogni affettivi ed emotivi di ciascuno. 
Nello scorrere delle pagine il lettore sarà colpito dai diversi quesiti che si affacciano imperiosi allo scopo di sollecitarne altri, per cercare di rispondere nel modo più appropriato possibile all'interrogativo e al proposito generale che anima la trattazione, ovvero: "Come crescere i nostri figli nell'era di internet?"
Per sostenere questo percorso e per orientare le famiglie verso un uso consapevole e responsabile della rete, vengono sinteticamente tracciati alcuni concetti chiave della moderna psicologia evolutiva (Developmental Psychology o Psychopathology), che sono pensati, metaforicamente, come fari che possono illuminare il nostro tragitto verso l'acquisizione di una sana genitorialità digitale. 
Grazie a questi "punti luce" delle evidenze scientifiche che hanno illuminato, nel corso degli ultimi trent'anni, la traiettoria di sviluppo sin dalla prima infanzia, viene dato l'avvio, nella seconda parte del volume, all'analisi del tragitto evolutivo del bambino nel mondo digitale, considerando step by step i suoi bisogni, le sue necessità e le sue competenze acquisite. 
Nella terza parte, da cui il lettore può partire, viene tracciata la struttura dinamica della famiglia connessa, che nella tradizione digitale può essere rappresentata da quella che viene definita la home page familiare. 
In questa terza parte la narrazione si incentra direttamente sull'individuazione della base sicura digitale come passepartout universale che apre la porta a quelli che abbiamo definito i tanti "mondi possibili". 

Ma cosa si intende per base sicura digitale?
La base sicura digitale sono le fondamenta dell'edificio strutturale della famiglia, l'home page familiare, che si struttura a partire dalle prime interazioni diadiche del bambino con le figure di attaccamento significative (caregivers) le quali, reagendo in modo sensibilmente supportivo alle sue richieste di cura e conforto, gli offrono la possibilità di sviluppare quella sicurezza affettiva necessaria per l'esplorazione, l'inserimento e il monitoraggio affettivo del mondo esterno. 

Nella corrispondenza digitale, occorre mettere in rilievo l'essenza affettiva dell'essere connessi e disconnessi, brillantemente descritta dalle parole di Edward Tronick: "quando si stabilisce una connessione con un'altra persona, si vive un'esperienza di crescita ed esuberanza, un senso di continuità e un senso di sintonia, oltre ad avere la sensazione di conoscere il significato che l'altro attribuisce al mondo. Quando si è disconnessi, si vive un'esperienza di restringimento, una persona di continuità, una perdita di significato dell'altro. Sentirsi scollegati è doloroso e, agli estremi, può comportare sensazioni terrificanti di annientamento". 

Seguendo queste considerazioni, la "famiglia connessa", è ben consapevole che il bambino non apprende le regole del gioco della vita sulle istruzioni per l'uso del videogiochi, o più tardi da adolescente nelle indicazioni per aprire il profilo del social network prescelto, ma bensì nell'hic et nunc delle interazioni reali. Anna A.