venerdì 15 marzo 2019

EDUCAZIONE - BULLISMO - LETTERATURA PER RAGAZZI

IL PRINCIPIO AZZURRO ROSA di Elena Buratti 


Elena Buratti nasce a Voghera e si laurea a Pavia in Scienze dei Beni Culturali, indirizzo Archivistico-Librario. Oggi insegna scrittura creativa presso la scuola primaria e dell'infanzia, e svolge anche laboratori didattici presso biblioteche e ludoteche. Ha partecipato alle attività del Bambin Festival in provincia di Pavia e ad altre manifestazioni con fini educativi per i più piccoli. Ha scritto il libro Storie Magiche per il giorno e per la sera (il suo volume d'esordio). Il suo secondo libro, Il Principio azzurro rosa, è un racconto sul bullismo, sullo scontro tra maschi e femmine, e ha come scopo quello di far riflettere i bambini sull'importanza dell'amicizia, della parità e delle emozioni. 

"Il Principio Azzurro Rosa" (Edizioni Kimerik) è un libro che vuole trasmettere ai più piccoli un concetto assolutamente  fondamentale per la società odierna: l'educazione al rispetto tra maschi e femmine e la lotta al bullismo. L'autrice, in questo racconto focalizza l'attenzione soffermandosi  principalmente sull'importanza delle emozioni, quali sono i veri valori da capire, come metabolizzarli e soprattutto imparare a gestirli in modo corretto e coscienzioso.
I protagonisti del libro sono Poldo ed Isotta, due bambini che subiranno decisamente una vera e propria metamorfosi, da emozioni di egocentrismo: ira, rabbia, pianto, incapacità di dialogo, fino a raggiungere una nuova dimensione reale, una nuova consapevolezza della propria realtà, diventando dei piccoli eroi che si alleano in forma costruttiva per il benessere collettivo. 
L'oggetto delle angherie di Poldo è Isotta: dal canto suo, pur essendo molto timida, cercherà la comprensione dei compagni e lotterà per non essere bullizzata, tirando fuori doti che nessuno si sarebbe aspettato. Il testo si sofferma più che altro sulla presa di coscienza dell'importanza della donna, piccola o adulta che sia, che non deve essere prevaricata in alcuna maniera ma sostenuta, amata e soprattutto stimata. 

Ma cosa significa insegnare? 
Insegnare non significa dire..."Fai questo, devi fare quello...così è sbagliato, sei maleducato...ecc.", In questo modo nessun bambino verrà stimolato ad amare gli altri.  Bisogna saper dare un'impronta valida con supporto psicologico amorevole, paziente con disponibilità e buon senso nell'approccio educativo. 
I primi educatori sono i genitori, non tutti i genitori  sono buoni educatori... purtroppo! Poi seguono gli insegnanti...Anche gli insegnanti devono seguire delle regole e non solo imporre e formulare le proprie sentenze verbali, queste potrebbero deviare il bambino e renderlo più insicuro e con poca autostima.  Ai fini educativi quindi sarebbe opportuno selezionare persone valide che siano in grado di educare con amore e prevenzione. 
Una buona educazione forma il bambino che  diventerà sicuramente un buon adulto, un buon padre di famiglia, un uomo con valori e sicuramente un ottimo genitore. 

Un messaggio importante contro il bullismo...
A tutti i genitori, che attualmente si trovano ad avere (figli maschi o femmine),  bullo o bullizzato... Non aspettate molto tempo per avere un nuovo rapporto con i figli, un nuovo dialogo di comprensione e di ascolto. La conversazione deve essere in forma costruttiva, amorevole e attiva. 
Non sempre serve il denaro per sopperire alle mancanze affettive, serve amore, approvazione, dedizione, conforto, stima...
Ogni tanto regalate qualche abbraccio,  "una pacca sulla spalla" questo rafforzerà il legame familiare,  migliorerà sicuramente il rapporto di fiducia e di stabilità dei "vostri amati",  si creerà una sintonia perfetta in formato "extra-large" familiare. 
L'amore,  l'affetto la comprensione e la stima vanno conquistati quotidianamente, i bambini hanno bisogno di amore e di attenzioni poiché  imparano quello che vivono...
L'educazione è cosa del cuore affermava Don Bosco...e aggiungo...Per poter educare bisogna saper amare. Anna A. 

I bambini imparano quello che vivono...
Se i bambini vengono criticati, imparano a condannare. Se vivono nell'ostilità, imparano ad aggredire. Se vivono nella derisione, imparano la timidezza. Se vivono nella vergogna, imparano a sentirsi colpevoli. Se vivono nella tolleranza, imparano a essere pazienti. Se vivono nell'incoraggiamento, imparano ad avere fiducia. Se vivono nella lealtà, imparano la giustizia. Se vivono nella disponibilità, imparano ad avere fede. Se vivono nell'approvazione, imparano ad accettare. Se vivono nell'accettazione, imparano a trovare amore nel mondo. Doroty Nolte 
















Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2015/05/bambini-imparano-quello-vivono-psicologia/