NET- PARADE AWARD

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sabato 7 febbraio 2026

RIFLESSIONE SUL BULLISMO E CYBERBULLISMO

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL BULLISMO E CYBERBULLISMO

 

La Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo si celebra ogni anno il 7 febbraio per sensibilizzare sull'impatto di un fenomeno che colpisce milioni di giovani nel mondo, provocando gravi danni psicologici e, in casi estremi, tragedie... 

La società attuale ha un problema sempre più devastante, un problema che non può essere sottovalutato. Bisogna adottare metodi efficaci per risolvere queste gravi fenomeni violenti. 

Personalmente proporrei un nuovo metodo che adottarono nel mio istituto quando ero bambina, circa 50 anni fa (anche 50 anni fa esisteva questo problema) e posso confermare che all'80% il problema fu risolto...

In pratica il sistema che si utilizzava era il seguente. Nel nostro istituto, in ogni classe c'era il gruppetto delle "bullette", ed erano abbastanza conosciute da tutti (erano considerati quelle che volevano mettersi in mostra, non avendo la possibilità di dimostrare altro)... 

La nostra grande filosofa madre superiora dell'istituto, escogitò un sistema fantastico...e che funzionò come per miracolo! 

Vi spiego in breve: Avevamo il nostro teatro all'interno dell'istituto. Un vero teatro. In questo teatro si organizzavano varie performance per le varie occasioni (feste di Natale, Pasqua e occasioni di eventi e saluti di fine anno ecc.) ciò si organizzava per dare il saluto ai familiari e a tutte le persone che vivevano nel nostro contesto compreso il vescovo del tempo. (Ovviamente lo spettacolo era gratuito per tutti). 

Le insegnanti del nostro teatro erano le nostre suore (laureate in psicologia e filosofia ecc. ) e adottarono questo metodo:

I bulli e quelli che venivano bullizzati dovevano recitare sul palco, invertendo i ruoli. Il tema di ogni esibizione era scelto di volta in volta da entrambe le parti.  La recitazione e l'esibizione delle recite teatrali che si svolgeva erano considerate "materie formative e costruttive" per la crescita e il benessere di tutti. 

Risultato? Piano piano che si recitava, e si invertivano i ruoli tra i bulli e bullizzati... il fenomeno bullo...è iniziato a "evaporizzarsi"! 

Può sembrare banale, o incredibile...Ma posso confermare che questo tipo di recitazione teatrale ha avuto un enorme successo sia scolastico che sociale... Le problematiche esistenti del bullismo dell'epoca, si sono trasformate in forme sociali attive e produttive. Invertire i ruoli è stato un esperimento formativo valido, concreto e risolutivo! 

I giovani non nascono "bulli", bisogna guidarli....Se diventano ribelli e aggressivi significa che c'è in atto un malessere interiore. Non voglio giustificarli, (poiché tutte le forme di violenza non possono essere accettate ma vanno punite); però questi fenomeni possono essere guidati...e trasformati! 

Socrate vedeva il compito degli uomini adulti come quello di far maturare intellettualmente i ragazzi, guidandoli alla conoscenza, alla verità. ll filosofo Umberto Galimberti, nel suo libro "L’ospite inquietante" (2007) parla di "nichilismo" dei giovani e addebita alla scuola, che non riesce a stare al passo della società globalizzata, la responsabilità del degrado culturale e sociale. 

La scuola, secondo il suo parere, deve attivare un progetto globale di formazione permanente dei docenti e trovare nuove e più rigide forme di reclutamento per combattere ed arginare il grosso problema della dispersione scolastica (che è anche dispersione sociale) e alla povertà educativa. 

In conclusione...  La scuola deve mirare ad apprendimenti significativi ed essenziali, deve attrarre i ragazzi attraverso invenzioni didattiche e pedagogiche capaci di attirare e coinvolgere, fondando l’attivazione dei ragazzi sul piacere dell’avventura dell’imparare in modo attivo e vivo in un "vero teatro" o (laboratorium) che rinnovi i modi dell’apprendimento, potenziando, al contempo, la relazione affettiva (nell'ambito generale) e ricostruendo quel patto educativo tra adulti-genitori e adulti-docenti che una volta era implicito. 

"In una società che fatica a trovare punti di riferimento è necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa può esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche, ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che è, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità". Papa Francesco