giovedì 3 maggio 2018

PSICOLOGIA - PSICOANALISI - PSICOTERAPIA

LA PSICOLOGIA INDIVIDUALE COMPARATA 


Il "Sestante" è un dipartimento dell' I.P. A. Adler. Nasce come gruppo di studio e di ricerca con l'obiettivo di organizzare e far funzionare un "luogo" specializzato sulle problematiche socio-psicologiche dell'età evolutiva e dell'adolescenza. 

" La Psicologia Individuale Comparata" Effatà Editrice é una raccolta di saggi a sfondo psicoterapeutico con l'intento di guidare il lettore in un viaggio nel mondo interno di ciascun uomo. 
Gli autori di questo libro sono: 
Gian Piero Grandi Psicologo Psicoterapeuta Analista S.I.P.I. (Responsabile dell'Accademia del Test Proiettivo), Segretario organizzativo e di supporto alle aree dell'I.P.I.; docente della Scuola Adleriana di Psicoterapia; docente dell'Accademia del Test Proiettivo.
Ilaria Sada, Melissa Angelini, Francesca Falbo, Stefania Torriano Giulia Caffaro e Francesca Dogliani

Gian Piero Grandi afferma: l'uomo è relazione, a tutti i livelli, e la comprensione che deve avvenire nella "stanza" di analisi è comprensione della soggettività relativa ai vari sentimenti del paziente inclusi nella sua storia di vita personale. 
Se, quindi, è all'interno di una relazione individualizzata che la mente si ristruttura, allora è necessario lavorare nella costruzione dell'intersoggettività, cioè dei meccanismi interpersonali di auto-regolazione, che si mettono in gioco attraverso un rapporto stimolante e supportivo, espressamente adattato nel tempo. 

Esistono persone che hanno studiato e viaggiato per tutto il mondo, ma sono rigide e hanno una mentalità chiusa. C'è, invece, chi non si è mai mosso dal proprio territorio e ha una mente molto flessibile e aperta al cambiamento. Perché? Capita spesso di sentire che "è tutta questione di atteggiamento". Effettivamente è così: l'atteggiamento determina emozioni e comportamenti. Quando una situazione non è favorevole o fa soffrire, quindi, basterebbe cambiare atteggiamento. Ma è realmente possibile? Come si fa? Spesso molti si chiedono queste domande... 
Thomas e Znaniecky (1918) sono stati i primi a identificare il costrutto di atteggiamento, intendendolo come un processo della coscienza individuale che determina l'azione, ossia una disposizione verso. Secondo gli autori, per modificare il comportamento delle persone, è necessario cambiarne gli atteggiamenti. (Giulia Caffaro) 

Gli autori definirono l'atteggiamento come un processo della coscienza individuale (mentale) che determina le risposte effettive e potenziali (azioni) di ogni individuo al suo ambiente sociale. Il teorema di Thomas recita: "Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, essere saranno reali nelle loro conseguenze".  

Cambiare atteggiamento non è una cosa facile, perché racchiude elementi emotivi, cognitivi e comportamentali. Quando manifestiamo una determinata attitudine non esprimiamo solo un comportamento: dietro di questi si celano pensieri e sentimenti, che ci fanno sentire relativamente comodi e sicuri. 
La più grande resistenza umana è la resistenza al cambiamento: anche quando ormai è stato raggiunto un buon livello di consapevolezza e si è consci che i propri atteggiamenti e comportamenti, ormai rigidi e cristallizzati in abitudini e strutturati nello stile di vita, vanno cambiati, ci sono grosse difficoltà e resistenza. 

La comunicazione "moderna" (purtroppo) fonda le sue basi sulla velocità e non più sulla lentezza. In una comunicazione veloce non si ha più tempo di ascoltare attentamente, ma si passa all' altro velocemente. La comunicazione veloce non permette più l'ascolto e la riflessione, è diventata fredda, digitale e spesso automatica e come sappiamo la comunicazione digitale "formatta" il linguaggio, e di conseguenza, "formatta" il pensiero. Le forme di comunicazioni oggi (purtroppo) non si basano più sui rapporti "face to face" ma sull'uso smodato dei mezzi di comunicazione. 

La vita potrebbe essere considerata come un teatro dove ognuno recita una parte, sia consapevole che inconscia, spesso la rappresentazione che si innesca in moltissimi individui è fittizia o ambigua. Molti individui spesso indossano una "maschera sociale" a discapito sempre personale.  Una maschera che molti  necessitano di indossare che purtroppo (a lungo andare) darà un "conto salato" da saldare. 

Il pensiero di Adler è straordinariamente moderno, la sua psicologia raccoglie i fermenti di trasformazione presenti nella cultura del suo tempo e li traduce in un'interpretazione profondamente innovativa della psiche e dei comportamenti umani. 
Anna A. 

C'è una legge che dice che l'uomo dovrebbe amare il suo prossimo come se stesso. 
E' l'individuo che non si interessa agli altri quello che ha più difficoltà nella vita e che procura più danno al prossimo. E sono questi gli individui che falliscono nei loro intenti! Alfred Adler