lunedì 15 gennaio 2018

ANTROPOLOGIA - BIOETICA

DALLA PARTE DELLA VITA a cura di Enrico Larghero - Giuseppe Zeppegno 
Società complessa e fragilità. La prospettiva della bioetica - Seconda Edizione riveduta ed ampliata 


Enrico Larghero, Medico e Teologo morale, Responsabile del Master Universitario di Bioetica, Facoltà Teologica dell'Italia Settendrionale - Sezione di Torino. 

Giuseppe Zeppegno, Dottore di Ricerca in Morale e Bioetica. Docente presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settendrionale - Sezione di Torino. 

"Dalla parte della vita" (Effatà Editrice)  è una Nuova Edizione del secondo volume, aggiornata ed ampliata: da un lato aggiorna temi bioetici ormai consolidati, dall'altro apre alle nuove istanze, frutto delle applicazioni più innovative ed avanzate, quali, ad esempio, l'uomo potenziato ed il post-umanesimo che mettono in discussione gli scopi della medicina, scienza della diagnosi e del trattamento della malattia e del mantenimento della salute.  

La bioetica non a caso è nata, secondo l'accezione del suo fondatore Van R. Potter, come "un ponte verso il futuro", una scienza della sopravvivenza dell'uomo e dell'umanità. Come ha anche affermato Papa Francesco più volte...che in futuro non si dovranno costruire muri ma ponti, tra le culture, tra le religioni, tra i continenti e i popoli. 

La rivoluzione antropologica, alla quale stiamo assistendo, solleva inevitabilmente delle questioni di senso, rimette in discussione il concetto del limite e di natura. L'umanità ha bisogno di progresso, di una scienza in grado di rispondere al bisogno di salute e di benessere, ma tale progresso deve essere rispettoso degli equilibri del Pianeta, della convivenza civile e della dignità umana, altrimenti diventa una chimera e un artificio. Nell'era della globalizzazione, ma anche purtroppo della "società liquida", una bioetica ispirata e modellata sul personalismo, sui valori della spiritualità e del cristianesimo, può costruire un faro in grado di guidare tali percorsi non solo per chi professa tale fede, ma anche per l'umanità intera. 
Ascolto e dialogo sono il senso e il fondamento della bioetica se, come scienza ed epistemologia, vuole veramente essere stimolo per un cammino pluridisciplinare e interculturale di vera e consapevole costruzione di un sapere critico e responsabile, strumento di civiltà della società tecnologica. Elio car. Sgreccia (Presidente Emerito Pontificia Accademia per la Vita). 

La consapevolezza dell'importanza della prevenzione deve essere accresciuta sia nelle sedi cui spettano decisioni di programmazione sanitaria, sia a livello dei differenti operatori sanitari e dei cittadini. 
La cultura della prevenzione richiede dunque un coinvolgimento a tutto campo della società, con un ruolo particolare per i mezzi di comunicazione sociale. 
La prevenzione ha come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita delle persone (meno malattie, meno sofferenza, più vita di qualità). 

LA DIGNITA' UMANA NELLA RIFLESSIONE BIOETICA
Per avviare l'analisi circa un secondo aspetto di questo tema, ritengo significativo e di notevole interesse un passaggio della lettura di Giovanni Paolo II al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita in occasione del Congresso su "Qualità della vita ed etica della Salute tenutosi in Vaticano nel febbraio 2005: 
"Tutte le dimensioni della persona (la dimensione corporea, quella psicologica, quella spirituale e quella morale) vanno promosse in armonia. Ciò suppone la presenza di condizioni sociali  e ambientali atte a favorire tale armonico sviluppo. Il contesto socio-ambientale, dunque, caratterizza questo livello di qualità della vita umana, che deve essere riconosciuto a tutti gli uomini....)" In primis a quelli che vivono nel proprio territorio di appartenenza e poi a quelli che accogliamo e ospitiamo.  

La nozione di dignità umana, che si colloca nello spazio della riflessione etica, richiede che ci si interroghi prima di tutto su ciò che la "natura" stessa dell'essere umano, il quale beneficia della scienza, della medicina e della tecnica, invita queste ultime a rispettarlo. La nozione di dignità è legata al desiderio dell'uomo di vivere bene e beatamente, nel senso di una piena e profonda realizzazione della persona in sé. Essa, inoltre, richiama il carattere di intangibilità dell'essere umano, cioè del rispetto incondizionato dovuto ad ogni singola persona. 
Così anche la medicina mette in "dialogo" due dignità, quella paziente e quella del curatore. 

Max Scheler (1874-1928) è ritenuto a buon titolo il padre della Neue Anthropologie (anche detta "antropologia filosofica"). Egli riconosce il valore della biologia e delle altre discipline che studiano l'uomo nei suoi vari aspetti (psicologico, sociologico...), ma osserva che permane una domanda fondamentale cui solo la filosofia può rispondere: chi è l'uomo nella sua essenza. 
L'essere umano, infatti, pur facendo parte del regno animale, si differenzia nettamente dagli animali per la sua peculiare capacità di trascendersi, di uscire cioè dallo schematismo della sua costituzione bio-fisica per riflettere su di sé e sul reale che lo circonda.  

La misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana.  (Benedetto XVI) 

In questo il medico, come l'uomo di scienza, ha un ruolo decisivo nella formazione della coscienza pubblica, deve imparare ad informare senza allarmare e senza cadere nella "trappola" del colore emotivo dell'informazione mediatica.  Anna A. 
























martedì 9 gennaio 2018

RACCONTI E SAGGI

LA VIA PER IL BENESSERE  
ALCHIMIA TRA L'AMORE E LA MORTE  di SANDRO NAPOLITANO - volume 3

Sandro Napolitano è autore, e può essere definito uno scrittore "di luce", perché scrive spinto dalla necessità di lanciare un messaggio forte ai lettori, illuminando il loro cammino. 


"Alchimia tra l'Amore e la morte" (Rapsodia Edizioni)  è il terzo volume che completa la Collana "La Via Per il Benessere". Il viaggio di Elian continua in questo terzo volume e verrà turbato da una tempesta di proporzioni epocali, portandolo a doversi confrontare con una serie di eventi che gli faranno vivere momenti difficili e attimi meravigliosi. 

Male e bene sono due entità inscindibili. Non può esistere l'una senza l'altra. Come non esistono persone buone o cattive. Esistono persone che, in base all'educazione ricevuta, al contesto nel quale sono cresciute, le scuole dove sono state formate, le esperienze dirette o conosciute, compiono azioni buone o cattive a seconda delle circostanze. Esiste  tuttavia, per alcuni individui, una parte preponderante, ben più marcata rispetto alla media, che li porta a compiere azioni per lo più cattive. Almeno ai nostri occhi. 
Ma quali elementi abbiamo per giudicare la vita di un'altra persona se non compararla con la nostra vita stessa?
Ognuno di noi si forma seguendo un'educazione e una scala di valori che varia di caso in caso. Due persone cresciute in contesti e famiglie agli antipodi giudicheranno in maniera diversa le azioni compiute da una terza persona. Nel complesso non si prendono mai in considerazioni, o quasi mai, le cause che spingono un essere umano a compiere determinate azioni. La superficialità regna sovrana. E quindi, in definitiva, troviamo più comoda e sbrigativa la spiegazione più ovvia, e così facendo e dividendo il mondo tra buoni e cattivi, bene e male, giusto e sbagliato, si appiattisce la capacità di comprensione dell'essere umano, che va ben oltre una sua buona azione o un gesto sconsiderato. Se ci si prendesse la briga, di tanto in tanto, di andare in fondo alle storie, si scoprirebbero scenari inimmaginabili. 

Quando si dice che Dio è in te, in verità significa che l'alchimia è in grado di produrre delle particolari combinazioni vincenti in un determinato momento evolutivo. L'intensità e la potenza della combinazione vincente che riesci a creare è influenzata fortemente dalla tua volontà, la tua consapevolezza e da tutti quei fattori che donano equilibrio e armonia nei tuoi corpi. La mente collettiva è una sola, così come ciò che riconosci come Spirito e come Anima, ma è in grado di sviluppare l'illusione di interi universi e di dividersi in innumerevoli frammenti. 
Il tuo cervello è estremamente complesso e potente, le decisioni importanti le prendi a livello inconscio ancor prima che la tua coscienza superficiale le possa valutare, per cui quella che credi essere una tua libera scelta in verità è stata compiuta qui nel campo del "Raccolto".

Esiste certamente un disegno più ampio e grande di noi, ma la risposta non va mai cercata all'esterno, ce l'abbiamo dentro, poiché in tutti noi risiede Dio. 
Il mondo può cambiare, e noi con lui, solo quando proviamo a metterci "nei panni" degli altri, ed essere predisposti a comprendere sia gli stati emotivi (emozioni e sentimenti), che cognitivi (idee e pensieri). 

Credo che un uomo per essere sulla strada della felicità deve dare un senso profondo a quello che fa, e per dare un senso deve fare un percorso della comprensione che porta alla consapevolezza... 
E come diceva Dostoevskij: "Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso". 
Bisogna imparare a vivere al meglio la vita e  cogliere tutto ciò che la vita propone quotidianamente e magari accettare anche il consiglio di Orazio..."Carpe  diem".  Anna A. 

Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro, godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (Osho) 









lunedì 8 gennaio 2018

CALENDARIO PELLEROSSA 2018

CALENDARIO PELLEROSSA 2018 - OPUSCOLO "FIGLI DEL GRANDE SPIRITO" 
La Visione Spirituale degli Indiani D'America


E' un calendario che raccoglie una serie di fotografie d'epoca scattate da Richard Throssel, fotografo di origine Cree dei primi del '900. 

Questa pubblicazione (Edizioni Il Punto D'Incontro) è stata realizzata nell'ambito del progetto Saggezza Pellerossa, che contribuisce a diffondere la cultura e i profondi insegnamenti degli Indiani d'America, affinché il patrimonio spirituale della Nazione Pellerossa possa essere condiviso da tutta la Grande Nazione degli Uomini. Mitakuye oyasin = Siamo tutti fratelli (saluto rituale Lakota) è un concetto che costituiva il cuore della loro unione armoniosa con la madre primordiale, la Terra. 

Per secoli i Nativi Americani hanno trovato il silenzio e la spiritualità personale nel contatto con il mondo della natura, mentre portavano avanti i loro doveri tribali e la vita di tutti i giorni. Conducevano uno stile di vita e un orientamento basati sulla natura, che rafforzavano il concetto di "famiglia estesa" e scoraggiavano ogni forma di pregiudizio. 


I Nativi Americani infatti non avevano pregiudizi, perché nella loro religione e nel loro sistema culturale veniva insegnato che era la Madre Terra a generare e sostenere ogni singola particella del loro essere. 

Lo spirito soffia vitalità 
in ogni fiore e albero,
incoraggiando il nostro legame
con il Sacro Mistero della vita. 
La rete che ci unisce 
è lo spirito della natura, 
l'abbondante, illimitata espressione
del respiro divino del Creatore.
L'umanità da sempre cerca
di misurare l'anima,
senza mai vedere lo Spirito
che fa della Creazione un tutt'uno.
In ogni parte del mondo naturale 
vediamo frammenti sparsi;
quando dimentichiamo l'Unità
cessiamo di onorare 
il flusso della Creazione.
Lo Spirito scorre in continuazione 
dalla Fonte da cui tutti veniamo, 
visibile al cercatore
che ha trovato la Fiamma Eterna.
Quel legame di fuoco con la vita
è racchiuso nell'amore profondo,
un'unità che non ci lascia altra scelta 
se non vedere lo spirito in ogni cosa. 
Anna A. 





venerdì 5 gennaio 2018

RACCONTI E SAGGI - MIGLIORARE SE STESSI

LA STRADA MIGLIORE - VOLUME 1 
La via per il benessere di SANDRO NAPOLITANO


Sandro Napolitano autore e libero professionista. Lavora nel settore edilizio insieme al figlio Simone. Impegnato per più di trent'anni nella continua ricerca delle sfumature dei colori, ha avuto la possibilità di incontrare tante persone, ognuna unica e speciale, e di così apprendere nella scuola più bella e più importante, quella della vita. 

"La Strada Migliore" (Edizioni Rapsodia) è il primo volume della collana "La Via per il Benessere". E' l'inizio di un viaggio fantastico raccontato attraverso gli occhi del giovane Elian. Lungo il cammino il ragazzo incontra strani e misteriosi personaggi che sembra vogliano aiutarlo a comprendere le insidie della vita. Il percorso diventa sempre più intrigante quando incontra una ragazza molto affascinante... inizia da qui il percorso di saggezza di Elian che insegna cosa significa il vero AMORE e come bisogna trasmetterlo senza condizioni. 

In quest'epoca è più che mai necessario saper discernere fra il bene e il male che, inevitabilmente, sono dentro ogni essere umano. Occorre quindi imparare a distinguere i veri valori come, amore, giustizia e libertà dagli strumenti usati per raggiungerli: basta vedere quanto inutile e superfluo valore viene conferito da moltissime persone al potere e al denaro, quando invece dovrebbero essere soltanto mezzi per organizzare meglio la società. 

Ma come si fa a riconoscere la scelta giusta? Qual è la strada verso il bene? 
Solamente attraverso la sofferenza, quella derivata dal sacrificio, grazie al perdono e all'altruismo, si può iniziare un cammino che arrivi all'amore assoluto, perché il bene è come la cima di una montagna che si può raggiungere solo dopo una faticosa, impegnativa e rischiosa arrampicata. La parola chiave per avere una visione più chiara delle realtà invisibili si chiama COMPRENSIONE. Solo comprendendo chi siamo e che cosa facciamo qui sarà automaticamente chiaro anche il fine della nostra esistenza, da raggiungere tramite gli strumenti a nostra disposizione. La consapevolezza del fine e l'importanza del suo conseguimento farà in modo che ciascun uomo sia artefice del proprio destino e consideri quindi se stesso da un punto di vista superiore. 

La mancanza di comprensione genera ignoranza. Gli strumenti che siamo soliti chiamare "umiltà", "perdono", "preghiera" e "sacrificio" ci appaiono come mezzi inutili. E' necessario comprendere che questi strumenti sono come carbone che si trasformeranno in "diamante puro". Questo è l'amore assoluto. 

L'ignoranza è l'origine del male, il male è soltanto l'assenza del bene, come l'ignoranza è soltanto assenza di consapevolezza. Quando l'essere umano crede davvero in qualcosa è capace di tutto, darebbe anche la vita per la giustizia, la libertà e l'amore. 
Io vi dico..."Credete in voi stessi, guardatevi dentro profondamente e aprite il vostro cuore all'altruismo con semplicità e umiltà". Se lo farete comprenderete l'immenso potere dei vostri pensieri e della vostra volontà e comincerete così a diventare sempre più consapevoli che non esiste niente di più grande di quello che si trova in fondo a questo percorso. 

Dobbiamo scegliere di modellare i nostri pensieri attraverso una nuova percezione della nostra vita, dobbiamo scegliere di sacrificare il nostro egoismo cambiando mentalità. Bisogna richiamare il nostro cuore e quello degli altri, bisogna saper indicare la strada per la luce e percorrerla tutti insieme, curandosi di chi resta indietro: è così che si scalano le vette più alte, è così che potremo raggiungere la cima dell'esistenza. 

IL TUO SORRISO
Come un fiore nella primavera sboccia il tuo sorriso
sghiaccia il cuore di chi ha dentro un gelo invernale
con l'arcobaleno di emozioni nella gioia del tuo viso
bello come i tuoi occhi dolci di un'estate universale. 

Chi non sorride nel suo profondo ha l' Anima oscurata
dalla fuga, nel tempo in cui ha scelto la paura d'amare
e inganna se stesso correndo verso la strada sbagliata:
servire gli strumenti dell'Ego per potersi illuminare.

Del tuo dolce sorriso hanno bisogno tutte le persone, 
non sanno ancora le emozioni di cui il cuore è affamato,
perché cela il fuoco che riaccende la limpida passione
di quando da bimbi gioivano in un paradiso dimenticato.

Non smettere mai di sorridere alle difficoltà della vita
è la forza immensa che hai, che ti aprirà tutte le porte
ma, se nell'ultimo triste giorno, dal mondo sarai rapita
non temere: col tuo sorriso sconfiggerai pure la morte.


Il mistero dell'esistenza si svela proporzionalmente alla nostra evoluzione di consapevolezza, ma il fascino attraente può avvicinarci al punto da nascondere la profondità della realtà celata oltre l'inganno dell'apparenza, come il giorno che ci dona vita e colori ma allo stesso tempo occulta le stelle alla nostra vista. 
Ecco io sarò come l'occhio che scorge anche quello che l'altro occhio non riesce a vedere, attraverso la mia evoluzione personale posso essere io stesso il sole dei soli che con la sua energia positiva può generare un raggio di luce verso chi è oscurato nella mente dalla propria assenza di bene e che non sa trovare il percorso della conoscenza, ma il suo piccolo grande contributo sarà il granello d'amore in più che condurrà l'intero genere umano ad una dimensione di esistenza superiore.  Anna A. 




























mercoledì 3 gennaio 2018

COMUNICAZIONE - FORMAZIONE - EDUCAZIONE

EDUCARE ALLA VITA BELLA SI PUO' di Fabio Rondano
Percorso teologico e proposte per l'animazione 

Fabio Rondano  docente di lettere, ha conseguito anche una laurea in filosofia e un baccellierato in teologia. Counselor pedagogico e relazionale, oltre a seguire percorsi individuali anima corsi di formazione per catechisti, educatori, genitori e docenti, guida gruppi di formazione all'empatia per fidanzati e sposi, promuove settimane residenziali sulla relazione empatica per comunità religiose. Già autore del testo "La relazione educativa empatica". 

"Educare alla vita bella si può"  (Edizioni Effatà) rappresenta la fisionomia culturale della nostra società e quale contributo possiamo apportare a partire dal Vangelo. 
Il periodo in cui siamo stati "chiamati a vivere" e ad esercitare il ruolo di educatori è stato definito in molti modi da diversi esperti: l'età del disincanto, il tempo della post-verità, la società liquida, l'era dell'evaporazione del padre. Ognuna di queste espressioni potrebbe "suonare" alle nostre orecchie di educatori, docenti, catechisti, genitori, come il boato delle trombe dell'Apocalisse! 
Convertire l'occasione di vivere in questa epoca in opportunità implica, per noi educatori cristiani, comprendere cosa siamo chiamati a offrire al mondo e quanto esso abbia bisogno di noi, proprio per portare a compimento la sua aspirazione di bene e riuscita per l'uomo. Educare cristianamente, evangelizzare, insegnare religione non è obsoleto, ma anzi necessario più che mai; è importante però esplorare e comprendere quali aspetti dell'annuncio di Cristo e della pedagogia cristiana siano da potenziare e coltivare, per uscire dalla frustrazione e intercettare l'interesse dell'uomo e della donna di oggi. 

In questo libro Fabio Rondano ci espone i cinque rischi della centralità del soggetto e come convertirli in opportunità. Il grande filosofo canadese ci spiega come la perdita di senso, spesso lamentata come male dell'uomo contemporaneo, sia legata a una sorta di "restringimento". Gli uomini perdono la visione più ampia perché si concentrano sulle loro vite individuali. In altre parole, il lato oscuro dell'individualismo è il suo incentrarsi sull'io, che ad un tempo appiattisce le nostre vite, ne impoverisce il significato, e le allontana dall' interesse per gli altri e la società. 

Essere fedele a me stesso significa essere fedele alla mia propria originalità... Nell'articolarla, io definisco altresì me stesso... E' questa l'idea che fa da sfondo al moderno ideale dell'autenticità. 

Il silenzio scava nel nostro profondo uno spazio per farvi abitare l'alterità, la verginità del cuore è la disponibilità ad accogliere come grembo fecondo la presenza dell'altro per il suo bene: ci dispone all'ascolto intelligente, al parlare misurato, al discernimento di ciò che brucia nel cuore dell'altro. Riusciremo a comprendere il non-detto che abita la gran quantità di parole, di avere l'intelligenza di quanto accade, cioè letteralmente, a "leggere dentro" gli eventi e, finalmente, anche ad ascoltare meglio noi stessi e gli altri. 

L'autenticità come ideale culturale, pedagogico e sociale implica che ogni individuo abbia il proprio modo di essere, e ogni identità è singolare e si fonda sulla espressione del sé, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni. L'individuo si realizza difendendo la sua unicità originale e irripetibile, sviluppando la propria originale forma di vita fondata esclusivamente sulla propria percezione di cosa sia importante e cosa non lo sia, chiamato unicamente alla "fedeltà a se stesso". Finendo ognuno per avere i suoi valori, che nessun altro può permettersi di discutere. 

La felicità non sta nel controllo di tutto, nella gestione a modo nostro di ogni iniziativa, non sta nel bisogno spasmodico di verificare che tutti ci approvino o la pensino come noi, non sta nell'imporre la nostra visione pena il sentirci annullati da ogni forma di dissenso. 
La spiritualità evangelica afferma che la vita è un addentrarsi nella consapevolezza, nella qualità e nella calma, gli atteggiamenti opposti ostacolano il nostro bene pertanto mettono a rischio la nostra felicità e la nostra evoluzione di crescita interiore. 

Il libro tratteggia una diagnosi culturale del nostro tempo e presenta una proposta metodologica, ampiamente sperimentata, capace di intercettare gli interessi di ogni singolo soggetto, apportando quindi quel benessere universale costruttivo e significativo. 

Educare alla "vita bella", non significa letteralmente fare "una bella vita" (di cose materiali e comportamenti omologati dalla massa), ma significa "risvegliare la propria mente" e amare incondizionatamente sempre nel rispetto di sé stessi e del mondo intero. 
In pratica bisogna far evolvere quella parte interiore autentica che ci è stata donata dalla nascita che nella società quotidiana viene spesso dimenticata e ancora peggio quasi sempre annullata.  Anna A. 









sabato 30 dicembre 2017

PERCORSI DI CONSAPEVOLEZZA

LA VIA PER IL BENESSERE - RIVOLUZIONE DI LUCE di Sandro Napolitano 

Sandro Napolitano è un libero professionista e lavora in Lombardia nel settore delle tinteggiature decorativo. La passione per la scrittura creativa si manifesta sin da piccolo, sotto forma di poesie e piccoli racconti, ma è dal 2011 che inizia a scrivere in maniera continuativa, gettando le basi per un'opera che l'autore immagina dipanata in più libri.  www.laviaperilbenessere.it 

LA VIA PER IL BENESSERE -  "RIVOLUZIONE DI LUCE (Rapsodia Edizioni) rappresenta un semplice manuale o diario, che ci predispone verso una scelta consapevole di migliorare la propria esistenza. Un'esistenza spesso prigioniera del proprio ego che domina la vita materiale senza riconoscere la vera vita quella che risveglia in modo rivoluzionario la propria anima, quella che trasforma e illumina e riscalda i cuori e dona pace gioia e tanto amore. 
L'autore, infatti con questo libro vuole attirare l'attenzione e proiettare ogni lettore a illuminare i propri cuori e a raggiungere mete più elevate,che sono i valori universali (amore, empatia, affetto, ecc.)  e non quelli materiali. 

Lo scopo dell'autore è far riflettere su argomenti esistenziali che necessariamente coinvolgono l'intero arco della propria vita, per risvegliare l'attenzione di chi è distratto, perdendosi dentro la quotidianità di interessi più urgenti o eclatanti, ma tuttavia meno importanti, e che in realtà "tolgono tempo al nostro tempo". 

Il libro è dedicato a quei lettori che vogliono "guardare" la vita da tutti i punti di vista, liberandosi dal condizionamento della società in senso materiale, società che vorrebbe "relegare la scomoda bontà della nostra essenza in una nicchia di sogni", quei lettori che vogliono "METTERE IN ATTO UNA RIVOLUZIONE", rivoluzionare la propria vita, acquisire quella luce VERA che riscalda il proprio cuore e irradia quel calore anche agli altri,  quel calore che viene espresso solo con il vero AMORE. 

Mettere in atto una "RIVOLUZIONE DI LUCE", significa donare amore e trasmettere tanto calore, accendere quelle scintille divine che irradiano i cuori di tante persone. Bisogna avere una grande fede, bisogna trovare "la via " che conduce al vero scopo della propria esistenza, mettere da parte il proprio EGO per poter vedere l'attimo di luce della verità nell'essenza degli altri esseri umani. 

Bisogna vivere soffocando il proprio "ego" poiché le emozioni che ti dona l'ego sono fini a se stesse, non sono condivise e sono circondate da negatività quali invidia, crudeltà, paura, rabbia, ingiustizia: l'ignoranza del male, che ti lascia per sempre un senso di profondo vuoto nell'anima. Ci sono cose che vanno oltre le capacità dell'ego, come il perdono, l'amore incondizionato, la condivisione senza egoismo, tutte queste azioni sono racchiuse nello scrigno della tua mente, e solo tu hai il potere di liberarle. 
Solo TU hai la chiave per aprire lo "scrigno"della tua mente, solo tu potrai liberare quella luce nascosta dentro di te. 
Solo TU potrai liberarti dall'egoismo e dalla brama di potere e rafforzare la spontaneità dei tuoi sentimenti capaci di unirli come una nota in perfetta armonia con la melodia del tuo cuore, così da creare quel meraviglioso ed immenso concerto che trasformerà la tua strada di luce in amore. Qui inizierà la tua RIVOLUZIONE!

La nostra mente è come un computer che codifica le informazioni: le riceve e le elabora seguendo le impostazioni ricevute. I risultati così ottenuti vengono poi interpretati in modo soggettivo e diventano sentimenti di gioia, paura, amore, rabbia, insicurezza, crudeltà, dipende dagli eventi che stai vivendo. Ma tu non sei una "macchina" inventata da menti limitate... 

TU SEI un essere senziente e puoi seguire la strada della fisica quantistica: le parti più piccole e invisibili dell'universo hanno bisogno di stare bene per creare qualsiasi cosa. Perciò tu sei chiamato a cercare armonia ed equilibrio dentro e fuori te stesso. In questo senso l'amore crea e l'amore vince. In questo senso il Creato, attraverso ciò che chiami DIO, è e vive in te. Anna A.

lunedì 18 dicembre 2017

PSICOLOGIA

RESILIENZA  di Sergio Astori 

Sergio Astori dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e il servizio civile in una comunità psichiatrica della Caritas Ambrosiana, ha completato la formazione a Pavia conseguendo la specializzazione in Psichiatria e psicoterapia e il dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative. Svolge la sua attività come libero professionista a Milano, dove è anche docente presso la facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica, consulente scientifico dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, perito del Tribunale ordinario e per i minorenni. 
Ha pubblicato due manuali di psichiatrica, un saggio di psicofarmacologia e un volume dedicato alla sfida della diagnosi genetica predittiva. 

"Resilienza" (Edizione San Paolo) non va intesa tanto come qualcosa di immutabile, quanto come un processo di cambiamento: non si tratta di "resistere" a un evento negativo senza cadere, quanto piuttosto di cadere e poi rialzarsi, "rigenerandosi". Il concetto di "rigenerazione"è quello di "rinnovarsi" trovando nuovi obiettivi e nuovi significati di vita. Recuperare un sentimento di efficacia personale vale a dire sentire di saper dare una direzione a se stessi e di possedere le abilità necessarie per guidare gli altri (è un obiettivo del processo di resilienza). Anna Oliverio Ferraris propone: "L'azione della resilienza può essere paragonata al sistema immunitario con cui il nostro organismo risponde alle aggressioni dei batteri. Di fronte agli stress e ai colpi della vita, la resilienza dà infatti luogo a risposte flessibili che si adattano alle diverse circostanze ed esigenze del momento. 



Nel linguaggio psicologico e psichiatrico, per "resilienza" si intende l'abilità a superare in modo efficace situazioni avverse che rischiano di far rassegnare definitivamente all'idea che la crisi non possa essere superata. Gli esseri umani non sono destinati a un solo modo di esistere, e di fronte alle prove, anche quelle più gravi, sono in grado di trovare una diversa soluzione. 
Dostoevskij afferma: "Un essere che s'adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare all'uomo". 

Nel testo "Resilienza, la scienza di adattarsi ai cambiamenti di Andrew Zolli e Ann Marie Healy  affermano che la resilienza non si trova soltanto nei sistemi che ammiriamo, ma talvolta anche in quelli che detestiamo. 
Chi è resiliente è paziente perché rinuncia alla pretesa del tutto e subito. Chi è resiliente è fedele perché ricerca e coltiva il legame. Chi è resiliente è perseverante, perché resiste al dubbio, alla noia, alla fatica. Chi è resiliente è colui che non si arresta vivendo un problema come insuperabile, ma virtuosamente si rimette in cerca di qualcosa di buono, sperando realisticamente. 

Se vogliamo davvero fare qualcosa di importante nella vita, è il progetto che deve appassionarci e non il suo compimento.  Anna A. 













giovedì 30 novembre 2017

MEDICINA - SALUTE E SICUREZZA

LE PAROLE DEL CUORE di Claudio Cuccia

Claudio Cuccia è direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Fondazione Poliambulanza  di Brescia ed è presidente del Gruppo di studio nazionale Atbv (Aterotrombosi e biologia vascolare). E' stato responsabile dell'Unità Coronarica degli Ospedali Civili di Brescia e direttore editoriale del sito www.infarto.it 
Per il Mulino Edizioni ha già pubblicato "L'Infarto"(2015)

"Le Parole del Cuore" (Edizioni il Mulino) è un glossario semiserio che parla del cuore. Il cuore un organo così prezioso, è il motore dell'apparto cardiovascolare, è il più importante organo vitale, è anche la sede dei sentimenti e secondo molti anche dell'anima. 
Al centro di questo glossario ironico ma scientificamente ineccepibile ci siamo noi, desiderosi di "essere accuditi e rinfrancati" dalle parole del cardiologo ideale.  Una lettura che ci aiuta a familiarizzare, senza ansie, con la medicina del cuore. 

Il sapere medico dovrebbe sempre avere radici robuste; al sapere del medico consegue infatti l'agire del medico, e l'azione si svolge, com'è facile immaginare, su un essere che, per malato che sia, ambirebbe ancora, e molto, all'aggettivo "umano". 

Da lontano nel tempo giunge un monito: la medicina è scienza complessa, le malattie vanno conosciute e curate bene, e il loro impatto sulla gente andrà descritto in modo onesto, chiaro e preciso, e ogniqualvolta se ne presenti una soluzione, questa dovrà spogliarsi dell'aneddotica di processi parziali o, peggio, viziati da "quel che si vorrebbe". 
Insomma cari dottori e cari pazienti, liberatevi dall'ignoranza (vale per entrambi) e dal conflitto di interesse (vale per il dottore), e se mai un interesse ci fosse, lo sia solo per il paziente, che per natura soffre, per spirito ringrazia, ma d'ora in poi si istruirà pure (attraverso questo manuale).
Il paziente impari la lingua e fiuti come vanno le cose, visto che i tribunali per i suoi diritti brancolano nel buio dell'isterismo, dell'ideologia e della precarietà della mente umana. 

Ecco mi rivolgo a voi..."medici tristi": siate gentili e leggete la sofferenza là dove, negli occhi dei pazienti. 
Concentratevi su quella, scrollatevi di dosso il resto, che è poca cosa. Siategli amici ai pazienti, non trasferitegli la vostra indifferenza, sofferenza e noia. E se non "ce la farete", date un'occhiata in giro e se trovate un altro lavoro migliore approfittatene. Il medico si fa per passione, non per interessi, se non sapete "usare" il vostro cuore...come potete curare quello degli altri? 

ETA' 
Le parole parlano, e noi, oltre a non ascoltarle, non le capiamo: giovane è parola antica, amata e declamata...
Giovane donna sotto un verde lauro
vidi più bianca et più fredda che neve
E' una parola che strazia chi non riesce più a coglierla.
Dentro pur foco, et for candida neve,
sol con questi pensier, con altre chiome...

La parola "giovane" nasce lontano nel tempo, generata dal sanscrito yùvan, persona che combatte. Ed eccone il senso, a suggerire che finché combatteremo resteremo giovani. Prima o poi, però...giungerà la "pace".
(Francesco Petrarca, Canzoniere, "Giovane donna sotto un verde lauro).  Anna A. 












martedì 28 novembre 2017

ALIMENTAZIONE NATURALE - RICETTE PER LA SALUTE

LE RICETTE DI MANGIARE BENE PER SCONFIGGERE IL MALE  di Maria Rosa Di Fazio con Guido Mattioni

Dalla spesa cosciente agli attrezzi da cucina, dalle materie prime "amiche" al modo corretto di conservare le pietanze, per farne di cotte e di crude, ma con fantasia e con un unico obiettivo: la SALUTE. 

Maria Rosa Di Fazio è responsabile di Oncologia del Centro medico internazionale SH Health Service di San Marino, dove applica il metodo chemioterapico "soft" del professor Philippe Lagarde, luminare francese di fama mondiale. 

Guido Mattioni è un'insolito, ma appassionato chef rubato al giornalismo e alla narrativa, autore della trilogia "americana" di romanzi: Ascoltavo le maree (2013), Soltanto il cielo non ha confini (2014) e Conoscevo un angelo (2015). 

"Le Ricette di mangiare bene per sconfiggere il male" (Edizioni Mind)  è un manuale divulgativo, non certamente un romanzo, con l'intento di fornire suggerimenti validi e pratici per prevenire e sconfiggere il brutto male. 
Dopo il grande successo del best seller "Mangiare Bene per sconfiggere il male", la dottoressa Maria Rosa Di Fazio torna con questo nuovo libro (scritto a quattro mani con lo scrittore e giornalista Guido Mattioni) in cui propone una serie di ricette ispirate alle regole della sana alimentazione contenute nel libro precedente. 
Il risultato di questo lavoro a "quattro mani" è nelle pagine che seguono. Non vi troverete nomi di prodotti e marchi ma  troverete una serie di ricette di semplicissima e rapida realizzazione per ogni giorno, dalla prima colazione, alla cena; ma anche quelle più raffinate e soltanto un po' più complesse per fare bella figura in una cena tra amici. 

Nel libro ci sono anche dei suggerimenti sulle migliori e più sane materie prime, sul come sceglierle e conservarle, evitando errori dannosi al nostro benessere. E ancora, nella stessa ottica, scoprirete quali generi di cibi non devono mai più finire nel vostro carrello della spesa, quali strumenti da cucina utilizzare e quali invece no; senza dimenticare ovviamente i metodi di cottura e i "mai più senza" da tenere sempre in dispensa o in freezer per improvvisare, anche in tempi brevissimi, una cena.  

Ricordiamoci sempre che la buona salute inizia a tavola, ma ancora prima inizia cosa mettiamo nel carrello della spesa. Tra i consumatori italiani, sta "prendendo anima e corpo" una maggiore e responsabile attenzione a che cosa mettere nel carrello e poi portare in tavola ogni giorno, tre volte al giorno. Prendendo a modello la struttura di un "supermercato tipo", la prima area in cui ci imbattiamo è di norma quella dedicata ai vegetali e alla frutta. Frutta e verdura non sono una categoria unica, è una generalizzazione sbagliata e di conseguenza anche potenzialmente pericolosa se non si rispettano le giuste proporzioni. Nella mia esperienza professionale io dico che bisogna avere ben chiaro il "quanto" di verdura, così come quello della frutta. Perché non sono la stessa cosa. Il "quanto" per me significa un'unica porzione di frutta giornaliera, di un unico tipo per volta, soltanto al mattino, mai a fine pasto e mai e poi mai alla sera, dopo cena. Ai malati oncologici con patologia in atto, o ad alto rischio di ricaduta, sono quasi sempre costretta a toglierla del tutto, in modo definitivo. Il perché è molto semplice: perché la frutta, insieme a tante cose senz'altro buone, come per esempio le vitamine, ci apporta anche, purtroppo, un elevato quantitativo di zucchero, "il fruttosio", che come tutti gli zuccheri non è per nulla benefico. Studi recenti sul funzionamento del nostro microbiota intestinale (da dove parte tutto, il buono e il cattivo) ci confermano in maniera inequivocabile l'effetto "acidificante" del fruttosio. Con conseguenze spesso disastrose, pensando che le cellule tumorali si nutrono soprattutto di zucchero (oltre che di ossigeno e di fattori di crescita). 

Come medico ho fatto un giuramento, quello di Ippocrate, dove ho solennemente promesso che "regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio". E con scienza e conoscenza professionali, ma anche per coscienza umana, non intendo venire meno a quel giuramento.
Quindi la mia raccomandazione di base, per la prima colazione così come per gli altri due pasti della giornata, non può che essere sempre la stessa: "Cambiare, cambiare, cambiare". Cambiare sempre. Quella del "cambiare" è una regola che "deve" iniziare appunto già dal mattino, dalla prima colazione, nostro primo appuntamento con il cibo e con la salute.

"Fa che il cibo sia la tua medicina", ammoniva Ippocrate, padre della scienza medica. Oggi, in un'epoca di cibi sempre più industriali, manipolati, prodotti con materie prime modificate geneticamente e imposti dalla pubblicità e del marketing, noi possiamo e dobbiamo andare oltre affermando che "stiamo" bene o male in base a "che cosa" mangiamo o non mangiamo. Anna A. 




















lunedì 20 novembre 2017

PSICOLOGIA E SALUTE

NATI PER CAMMINARE di Angelo Musso 
Manuale di psicologia del benessere Walking Talking Therapy 

Angelo Musso, psicologo-psicoterapeuta, bionaturopata, giornalista scientifico e istruttore di Fitwalking e Cammino-Terapia, vive e lavora a Torino. Presidente dell'Associazione Cultura&Benessere di Torino, svolge libera professione e lavora presso Servizi di Psichiatria ASLTO1 di Torino. Ha formazioni in Medicina Psicosomatica e Bionaturopatia, Psicoterapia Cognitiva, Sessuologia e Psicologia Giuridica.  Come giornalista è direttore responsabile del giornale ABC dell'Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici presso l'Ospedale S. Anna di Torino. Come autore ha pubblicato ventiquattro libri, collabora con emittenti radiofoniche e televisive locali e nazionali. 

"Nati per camminare" (Edizioni Effatà) è un pratico manuale utile per trasmettere a tutti l'entusiasmo e i benefici del movimento più semplice dell'esistenza umana: camminare.
Ecco i vantaggi di chi cammina costantemente:
1) Riduce notevolmente i rischi di patologie cardiovascolari, respiratorie e dismetaboliche. 
2) Migliora e risolve alcune psicopatologie come ansia e depressione.
3) Aumenta le aspettative di vita con l'incremento della longevità. 
4) Riporta a contatto con se stessi, con il proprio corpo e la propria mente.
5) Permette di riscoprire la bellezza della natura e la funzione del silenzio. 
6) Consente alla propria presenza nel mondo di trasformarsi in una forma di spiritualità. 
In quest'ottica, il cammino rappresenta uno strumento di estrema importanza. 
Gli aspetti positivi di una regolare attività fisica-motoria di cammino-terapia elencati da Giuseppe Parodi, medico dello sport, sono i seguenti: la riduzione del rischio di morte prematura, la diminuzione del rischio di morte per infarto o per malattie cardiache, la riduzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo di malattie cardiache o tumori del colon; la riduzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo del diabete di tipo 2; la prevenzione o la riduzione dell'ipertensione; la prevenzione o la riduzione dell'osteoporosi, con diminuzione fino al 50% del rischio di frattura all'anca nelle donne; la riduzione del rischio di sviluppo dei dolori alla bassa schiena; la riduzione dei sintomi di ansia e stress, depressione, solitudine; la prevenzione dei comportamenti a rischio, specialmente tra i bambini e i giovani derivanti dall'uso di tabacco e di alcool, da diete non sane, da atteggiamenti violenti; il calo del peso e la diminuzione del rischio di obesità, con benefici del 50% rispetto a chi ha uno stile di vita sedentario e i benefici per l'apparato muscolare e scheletrico. 
Questi vantaggi possono essere quantificati, così come sono quantificabili i vantaggi economici, sia per i singoli che per le comunità. 
Nel nostro Paese solo circa un 30% della popolazione dichiara di muoversi a livelli corrispondenti a quelli raccomandati. Per il resto all'incirca un altro 30% non si muove a sufficienza ed il restante 40% si dichiara totalmente sedentario. Una buona maggioranza di persone potrebbe ricavare benefici già solo da una vita fisicamente più attiva. 

L'atto di camminare riporta l'uomo psicologicamente alla coscienza del proprio esistere, dell'esserci, e rappresenta quindi un modo per riprendere contatto con se stessi, con il proprio corpo, con la propria mente, con le emozioni, con le capacità affettive e con il proprio ruolo nel mondo. Camminando si apre un viaggio metaforico dentro noi stessi...come consiglia Henry D. Thoreau, filosofo del cammino e intelligente pensatore: "Volgi il tuo occhio all'interno e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore, vergini ancora. Viaggiale tutte e fatti esperto di cosmografia interiore". 
Durante questo tipo di esperienza non camminano solo le gambe ed occhi, ma anche la mente è in movimento. Camminare può essere un momento ideale per esercitare il pensiero libero oppure organizzato strategicamente alla soluzione di quesiti o di problemi personali e collettivi. 

Duccio Demetrio, filosofo dell'educazione, afferma che camminare è una metafora dell'inquietudine umana, è il vagare dell'essere umano che assomiglia profondamente al modo di procedere della ricerca filosofica e scientifica. 

Gli americani studiosi della Walking Talking Therapy (WTT) sono sempre più convinti di aver trovato una nuova via complementare e più completa di terapia corporea e che può avere effetti interessanti nel trattamento anche dei disturbi mentali più gravi. 
La terapia di sostegno esercitata con il metodo WTT rappresenta una possibile integrazione di emozioni e di cognizioni, finalizzata al mantenimento di un consapevole equilibrio psicofisico; ed è ottenuta attraverso il connubio costante di dialogo e di cammino tra almeno due persone: terapeuta e paziente, oppure due camminatori neofiti e futuri istruttori, o tra i componenti di un gruppo. 
La strada verso l'autoconsapevolezza, a cui mira la terapia, la si percorre proprio attraverso il cammino reale del terapeuta/istruttore insieme al neofita o paziente, con una interazione cognitivo-emozionale finalizzata al benessere del paziente stesso. 

Siamo agli albori di nuovi possibili modelli di studio e di terapia del paziente che invece di stare seduto nello studio cammina con noi in un parco! Si tratta in sintesi di muoversi in tutti i sensi a manifestare in modo esplicito blocchi biodinamici e contenuti emotivi o fissazioni di stati d'essere o di credenze patogene trincerate nei meandri mnemonici del cervello. Solo attraverso una lucida e coerente terapia di sostegno queste conoscenze profonde antiche ma tacite possono guarire il paziente se rese esplicite, e tutto questo grazie all'enorme forza energetica che giunge dalla Walking Talking Therapy.  
Mens sana in corpore sana. Buon cammino e benessere a tutti!   Anna A. 

"Non camminare davanti a me, potrei non seguirti. Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida. Cammina al mio fianco, ed insieme troveremo la via". Albert Camus