lunedì 30 aprile 2018

SPIRITUALITA' - ISPIRAZIONI QUOTIDIANE

ANGELI - ISPIRAZIONI QUOTIDIANE di Gary Quinn e Gianni Passarella 
Preghiere e pratiche per trasformare la vita e ritrovare il potere


Gary Quinn è autore di best seller internazionali, ospite televisivo e produttore, è un life coach che lavora con le vibrazioni degli angeli. 

Gianni Passarella è spiritual counselor e professore di Sacre Scritture e lingue semistiche antiche. Laureato in Spiritualità e in Studi Biblici. 

"Angeli" (Eifis Editore) è un libro che ti aiuterà ad intraprendere un viaggio celestiale in perfetta sintonia con una pura e candida armonia. Questo libro è una manifestazione della Saggezza e della voce di Dio, poiché gli Angeli sono pensieri di Dio. 
Siamo tutti espressioni miracolose dello Spirito, create dalla mente di Dio. Gli Angeli faranno emergere progressivamente nella tua mente e nella tua Anima impressioni, illuminazioni e spunti favorevoli per accedere ad una dimensione superiore e migliorare la tua percezione.

Il primo passo da percorrere con gli angeli è quello di aprirsi alla riconoscenza e all'armonia con l'Universo, così si potrà innalzare la frequenza del proprio cuore. Bisogna abbandonare le preoccupazioni, qualsiasi possano essere, per essere capace di focalizzare la mente su ciò che innalza positivamente la propria energia. 

Ogni singola cosa, ogni essere vivente, evento, movimento e relazione, tutto comincia con il seme dell'intenzione. Le intenzioni sono pensieri che hanno luogo su un livello di alta coscienza. Cosa significa? Significa capire che le intenzioni possono essere utilizzate per aumentare la propria coscienza e allinearla ad uno scopo di vita più elevato, significa sviluppare il rispetto per tutto ciò che è vivo. 

Una volta scoperto questo, sta a noi diventare intensamente consapevoli della proprietà e responsabilità per ogni pensiero inviato al mondo. La sfida è restare su un allineamento positivo rispetto all'intenzione che abbiamo stabilito. 

Permetti al tuo cuore di gioire in questo nuovo risveglio: Procedi verso una nuova alba, meravigliandoti della bellezza e del potenziale che la vita ti porta. Gli Angeli possiedono una forza e un potere sovrannaturali. Sono esseri celestiali che detengono una percezione pura della vita. Sono un'autentica espressione dell'unione tra l'intelligenza Divina universale e l'energia spirituale.
Chiedi agli angeli di concederti il loro supporto. Prenditi un momento per riflettere. Il tuo obiettivo è sufficientemente specifico? Stai compiendo le azioni in linea con la visione o stai ripiegando su qualcosa di facile e familiare? Qualsiasi cosa vorrai realizzare fidati del tuo cuore. Fidati di ciò che il tuo cuore consiglierà. Pratica la pazienza e con il tempo tutto si realizzerà. La più grande verità è che tutti siamo connessi a livello di frequenze. Quando mantieni un'intenzione, stai sostanzialmente richiamando la coscienza che hai inviato alla tua realtà. 
RICORDA che l'universo vuole che tu sia in armonia con te stesso e soprattutto vuole che tu sia felice...
TU sei la montagna, il potere è in te e tu lo devi reclamare da dentro. 

Che tu possa trovare la luce che risveglia i tuoi sogni. Possano gli Angeli munirti di pace, sapienza, forza e amore...e così sia.... Anna A.  











giovedì 26 aprile 2018

PEDAGOGIA - PATOLOGIE - MALATTIE

I BAMBINI AUTISTICI di Lorna Wing 
Una guida per i genitori 


Lorna Wing  è stata una psichiatra britannica, pioniera degli studi sull'autismo.

"I Bambini autistici" (Armando Editori) è un'opera nata soprattutto da una costante e prolungata collaborazione dell'autrice con gruppi di genitori autistici, ma è anche utile per gli operatori sanitari, assistenziali e scolastici che hanno contatto con portatori di questa patologia. 
La prima parte del volume è dedicata alla descrizione e all'analisi del comportamento dei bambini autistici, con riferimento sia alla sua evoluzione attraverso il tempo, sia alle componenti cognitive, sensoriali ed emotive sottese alle difficoltà che si manifestano nel comportamento globale. 
La seconda parte affronta i molteplici problemi che i genitori devono risolvere ogni giorno, a livello di gestione e di educazione. A conclusione, l'autrice, dopo aver analizzato le difficoltà di organizzazione della vita quotidiana nel nucleo familiare dell'autistico (offrendo preziosi suggerimenti operativi), si sofferma poi sulle strutture assistenziali ed educative disponibili, precisando quale sia, o debba essere, il ruolo delle associazioni di genitori per promuovere un più adeguato sviluppo dei servizi e una presa di coscienza del problema a livello di opinione pubblica. 

L'autismo è una condizione che comincia nella primissima o prima infanzia. Si verifica con la stessa frequenza con cui si ha una sordità totale, e più spesso di quanto si abbia una totale cecità. Alcuni bambini che divengono successivamente autistici sembrano avere uno sviluppo normale per un certo periodo, e i genitori non notano nulla di fuori del comune prima che il figlio abbia uno o due anni.
Dai due ai cinque anni la fase del comportamento autistico appare più evidente. I cambiamenti più rilevanti si hanno di solito a livello emotivo e sociale. 

Gli obiettivi dell'educazione
E' più probabile che l'educazione (impartita sia a casa che a scuola) abbia buon esito se si limita a obiettivi realistici. Gli obiettivi dell'educazione si possono sintetizzare in quattro punti. 
Il primo è aiutare il bambino a diventare un membro accettabile della società, in modo che possa vivere con la sua famiglia o in qualunque altra situazione sociale. Il secondo è insegnargli a compensare i suoi handicaps, mostrargli tutte le possibilità di riuscita che gli sono concesse, aiutandolo a sviluppare al massimo le sue potenzialità in modo che non si lasci frustrare dalle cose che non sa fare. Il terzo, collegato al precedente, è educarlo in modo che possa trovare un lavoro (protetto o no) e un ruolo concreto nella sua vita di adulto. 

L'ultimo, ma certo non il meno importante, è aiutare il bambino ad aumentare la sua comprensione della realtà, a creare un certo ordine nel caos, in modo che possa trarre un qualche piacere o soddisfazione dalla vita. Anna A.  

Ci vuole un villaggio per crescere un bambino. Ci vuole un bambino con autismo per elevare la coscienza del paese. (Elaine Hall) 














martedì 24 aprile 2018

RACCONTI E SAGGI - ROMANZI ITALIANI

CONFESSIONI ULTIME di Mauro Corona 
Una meditazione sulla Vita, la Natura, il Silenzio, la Libertà 


Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. E' autore di Il Volo della martona; Le voci nel bosco; Finché il cuculo canta; Nel legno e nella pietra; Aspro e dolce, L'ombra del bastone, Vajont: quelli di dopo, I fantasmi di pietra, Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Storia di Neve, Il canto delle manére, La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011), La ballata della donna ertana, Come sasso nella corrente, Venti racconti allegri e uno triste, Guida poco che devi bere: manuale a uso dei giovani per imparare a bere, La voce degli uomini freddi (finalista premio Campiello 2014), Una lacrima color turchese, I misteri della montagna, Favola in bianco e nero, La via del sole e delle raccolte di fiabe  Storie del bosco antico e Torneranno le quattro stagioni;  La casa dei sette ponti e Quasi niente. Attualmente è anche scultore (di legno) apprezzato in tutta Europa.

"Confessioni ultime" Edizioni Chiarelettere  sono il diario intimo di un sognatore che in questo libro, per la prima volta, compone il suo testamento spirituale. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l'indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jocho Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull'attualità, sul nostro tempo e sulla vita frenetica e innaturale che viviamo. 
Con assoluta sincerità, questo libro offre una rappresentazione profonda e illuminata della vita, un racconto personalissimo che può darci la misura di cosa è davvero essenziale.  
Diceva Zvi Koliz: "Caro Dio, io credo in te... "

Le uniche parole che meritano di esistere sono quelle migliori del silenzio...Una frase che ha ricordato Galeano di Juan Carlos Onetti: Se quel che si dice non è migliore del silenzio, giova tenere la bocca chiusa". Oppure come Ludwig Wittgenstein, che affermò: "Ciò che è possibile dire si può dire chiaramente; su ciò di cui non si può parlare si deve tacere". Non solo gli scrittori, anche i politici dovrebbero imprimerselo nella mente. 

Josif Brodskij sui politici dice: "Non dico di sostituire lo Stato con una biblioteca, ma non c'è dubbio che se noi scegliessimo i nostri governanti  sulla base della loro esperienza di lettori e non sulla base dei loro programmi politici, ci sarebbe assai meno sofferenza sulla terra".  

Uno dei miei ultimi libri: "Come sasso nella corrente", l'ho dedicato agli infelici, quindi a tutta l'umanità, e credo che l'uomo non sarà mai felice finché desidererà quello che non ha. L'essere umano (purtroppo) vive nella dipendenza, è schiavo di qualcosa che è lui stesso. L'uomo non può trovare la felicità se non si libera delle schiavitù che lui stesso ha scelto. Questa è la base di tutto. 
Felicità per me significa tranquillità, uso sereno e naturale delle cose, allegra accettazione. Non è felice chi ha di più, è felice chi ha di meno ma è soddisfatto di sé. Non è vero che nessun uomo è un'isola. Lo è, dopo si può espandere, ma per espandersi, per dare amore, per essere generoso, per essere altruista deve prima essere un'isola. Bisogna "bastarsi", solo allora possiamo fare del bene agli altri. Chi cerca la felicità nelle cose e negli altri ha già sbagliato, perché vive nella dipendenza. 
La serenità è nell'essere semplici, nell'essere umili e per voler bene in modo completo bisogna essere tolleranti. Vivere significa imparare a "scolpire" l'essenza della propria anima facendola diventare una "bella scultura". Diceva Antonin Artaud: si scrive, si scolpisce, si fa musica per uscire di fatto dall'inferno. 

Si può essere istruiti senza essere veramente colti. L'istruzione è un vestito. La parola istruzione significa che una persona si è rivestita di conoscenze. 
 Anna A. 


















mercoledì 18 aprile 2018

PSICOLOGIA - PSICOTERAPIA - PSICOANALISI

ELOGIO DEL NARCISISMO di Luciano Masi


Luciano Masi è psicologo e psicoterapeuta a Roma. E' socio fondatore e didatta dell'ECAAT (European Commitee for the Analytically Advanced Autogenic Training) e docente di scuole di specializzazione e formazione in psicoterapia e psicodiagnostica. Ha scritto: Psicoterapia autogena a orientamento analitico (CISU,Roma); Analisi tematica. Viaggio nel mondo iponoico-ipobulico (EUR Roma); Manuale di tecniche di ipnositerapia (CISU, Roma); Una folla dentro di me. Con Effatà Editrice ha pubblicato: "I dieci comandamenti secondo lo psicologo (2016) e "I miti secondo lo psicologo (2016). 

"Elogio del narcisismo" (Effatà Editrice) è un libro che analizza le varie teorie psicoanalitiche, centrate sul tema del narcisismo. Il narcisismo è una "spinta" interiore originaria. Esso nasce dalla "nostalgia ermafrodita" che è dentro ciascuno di noi. Il piccolo "io" in formazione non avrebbe però nessuna possibilità di far sviluppare quella tendenza antica se non ci fosse un fattore esterno programmato in tal senso, uno stimolo insostituibile, primario, che col minuscolo "io" è, fin dagli albori della vita, in stretto contatto, in un rapporto privilegiato.

Narciso è colui che è innamorato  di sé stesso in modo esagerato e pensa che tutto il mondo ruoti intorno a lui. E' un essere ego-centrico, così convinto che è portato a trasformare gli altri in "satelliti" del suo splendido pianeta. 

Ma analizziamo un po' la figura del narcisista...
Se riflettiamo bene, possiamo osservare che le spinte narcisistiche, anche quando sono spontanee e un po' "naif", vanno sempre nella direzione del rinforzo dell'io e non sono sempre negative...ma naturalmente è una questione di "soglia", un limite che non deve mai essere superato, altrimenti è considerato un disturbo della personalità. 
Il disturbo narcisistico diventa infatti tale quando il soggetto possiede almeno cinque di questi sintomi: 
- senso grandioso d'importanza; 
- fantasie di successo, potere, bellezza o di amore ideale; 
- crede di essere "speciale" e di dover frequentare solo persone altrettante speciali; 
- richiesta di eccessiva ammirazione; 
- pretende trattamenti speciali ed ha aspettative in tal senso; 
- sfrutta i rapporti interpersonali per i propri scopi; 
- manca di empatia;
- è invidioso; 
- ha atteggiamenti arroganti e presuntuosi. 
Un quadro di questo genere è sicuramente patologico. 

Ma vediamo nello specifico qual è un "sano narcisismo"...
L'espressione di "sano narcisismo" è ricavabile, sicuramente dalle opere di Kohut che individua una fase evolutiva successiva a quella del narcisismo primario, definita "Sé grandioso", un investimento affettivo di libido narcisistica che può avere un ruolo decisivo nello sviluppo della personalità matura. 
Questa importante aspettativa delle proprie possibilità, (anche se sicuramente esaltata), giocherà un ruolo di rilievo nelle modalità con cui il soggetto affronterà le difficoltà della vita. 
Il "sano narcisismo" non sempre si realizza, poiché tutto dipende dalla madre. Una madre che deve essere non solo "nutritiva" ma anche capace di gestire, gradualmente il "distacco", onde consentire al fanciullo, pieno della sua energia narcisistica, di entrare nel mondo e di relazionarsi con altre persone (può capitare che l'intero percorso non si realizzi completamente). 

In conclusione... Narciso è dentro di noi, abita nella nostra umile dimora, cercando di renderla più bella e accogliente, bisogna però sempre saperlo dominare. Il narcisismo può essere dunque un importante elemento stimolatore della dinamica psichica, basta saperlo gestire e limitare. 

Il narcisismo è come il peperoncino, se si indovina la dose fa diventare la pietanza deliziosa, se si esagera copre tutti gli altri sapori. La conquista della saggezza è una delle vette dello sviluppo umano non tanto e non solo per quanto attiene la trasformazione dei disturbi narcisistici ma in generale in qualsiasi crescita e trasformazione umana. Anna A. 















sabato 14 aprile 2018

NARRATIVA ITALIANA - ROMANZO

GRAZIA  di Giulia Alberico 


Giulia Alberico scrittrice abruzzese, insegnante di lettere per oltre trent'anni, vive a Roma. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi: "Il gioco della sorte"(2002), "Come Sheherazade" (2004), "Il vento caldo del Garbino" (2007), e "Un amore sbagliato" (2015). Con il volume di racconti Madrigale (1999) ha vinto il premio Arturo Loria. 

"Grazia"  Edizioni SEM è un romanzo che parla di una madre e una figlia, due persone con caratteri opposti  ma entrambe molto sensibili. L'autrice con uno stile introspettivo e lineare consente al lettore di far conoscere le due anime così diverse spesso così distanti. 
Grazia, (la madre) era bella come Ava Gardner, e la figlia Teresa, riscopre troppo tardi la sensibilità che le assomigliava con un po' di rimpianto e tristezza. 

Con il tempo infatti, scopre che sua madre amava come lei Emily Dickinson e una sua poesia era anche la sua preferita. 


Ma ormai Grazia...s'è n'era andata via...E Teresa si  accorgeva di essere...
"simile a una barca alla deriva, il suo aspetto stava fatalmente andando verso una mutazione che l'avrebbe sovrapposta, come una lastra impressa, alla donna delle sue origini". 

Teresa arriva nella città natale in un freddo e ventoso giorno di primavera e si ritrova di colpo immersa nell'atmosfera un po' fané della grande casa di famiglia in cui viveva da bambina. Qui, nelle stanze riccamente arredate ogni dettaglio le parla di sua madre, della vita piena di una donna per molti aspetti indimenticabile. 
La realtà però non è soltanto quella che Teresa ha sotto gli occhi... Teresa deve fare dei conti... ciò che le rimane...di sua madre...  

Il suo cammino...il suo passato la sua infanzia è un ricordo offuscato dalla concreta conoscenza della vera identità di sua madre... una donna misteriosa e ahimé poco conosciuta dalla figlia. Forse anche una donna pragmatica e affascinante...al tempo stesso distratta e silenziosa...

Le parole del notaio...dopo la morte della madre...
"Teresa cara, vostra madre era una donna molto riservata e soprattutto testarda. Non ha mai chiesto consiglio... Ci sono state delle operazioni bancarie di cui ho saputo, ma... "pare"...badate bene dico "pare"... mi rendo conto di sapere poco e superficialmente della storia della vostra famiglia...

A sera avrebbe sfogliato quelle pagine, restando fortemente sorpresa da quella madre ignota, o forse ignorata, che copiava versi cari alla figlia ma che mai avrebbe detto fossero amati anche da Grazia. 
Si sarebbe soffermata su quelli di Emily Dickinson:

Fuorché le piccole misure 
Nessuna vita è tonda
Quelle... si affrettano a una sfera
Si esibiscono e muoiono
Le più vaste...crescono lentamente
E pendono più tardi 
Le Estati delle Esperidi
Sono lunghe. 

Chi è amato non conosce morte, 
perché l'amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina. 
Chi ama non conosce morte, 
perché l'amore fa rinascere la vita nella divinità. 

Non c'è spazio per la morte
né atomo che la sua forza possa rendere vano
Perché tu sei esistenza e respiro 
e ciò che sei non potrà mai essere distrutto.


Dedico questo manoscritto a mia figlia Grazia,  (ma ovviamente anche a mio figlio Alessandro), due perle di figli. Vi voglio infinitamente bene! Anna A. 























martedì 10 aprile 2018

PEDAGOGIA

CONVERSAZIONI SULL'EDUCAZIONE di Zygmunt Bauman 
In collaborazione con Riccardo Mazzeo 

Zygmunt Bauman è uno dei grandi pensatori contemporanei, ha prodotto un "corpus" impressionante di libri che hanno inciso profondamente sulla comprensione del mondo contemporaneo. Ricordiamo "Modernità e Olocausto" e "Modernità liquida. Le Edizioni Erickson hanno pubblicato il suo Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi nel 2007. 

Riccardo Mazzeo, editor storico della casa editrice Erickson, ha tradotto un centinaio di libri da inglese, francese e spagnolo e scrive sulle pagine culturali del "Manifesto". Tra i suoi libri ricordiamo oltre a questo, anche: Elogio della letteratura" con Zygmunt; altri:  "C'è una vita prima della morte?"; "Il vento e il vortice"; "Parlare di Isis ai bambini"; "Il musulmano e l'agnostico".  

 "Conversazioni sull'Educazione"  è un capolavoro che parla dell'educazione e i modelli da imitare per garantire un miglioramento nella società attuale,  "postmoderna", o meglio in questa "società liquida" come la definisce il teorico Zygmunt. 

Zygmunt Bauman (il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico) riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell'educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate. 

Qual è il ruolo dell'educazione in un tempo che ha smarrito una chiara visione del futuro e in cui l'idea di un modello unico e condiviso di umanità sembra essere il residuo di un'era ormai conclusa? 

Di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro "mondo liquido", molti giovani tendono a ritirarsi (in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nell'anoressia, nella depressione, nell'abuso di alcol o droghe), nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso. Altri si lanciano in forme di comportamento più violento come le "guerre tra bande"...ecc...Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti, assenti o indifferenti... 

Da qui Riccardo Mazzeo espone l'argomento con l'amico ormai scomparso Zygmunt Bauman (gennaio 2017) sull'educazione e lo scenario della realtà inquietante in cui si trovano calati i nostri figli e delle prospettive plumbee a cui sono esposti i figli dei nostri figli. 

"Amo immensamente Zygmunt Bauman come intercessore, come persona e come esempio di vita. A 86 anni mi sembra ancora estremamente giovane, profondo, acuto, generativo. Lo ringrazio per il privilegio immenso di avere associato il mio trascurabilissimo nome al suo, così fulgido, nella stesura di questo piccolo libro impreziosito dalle sue incursioni in nuovi territori del pensiero, dalle sue illuminazioni, dalla poesia che fa capolino qua e là nel suo ferreo ma sempre vivido argomentare". 

Zygmunt Bauman è il mio pensatore preferito. A Bauman il coraggio non ha mai fatto difetto: né quando, giovanissimo, fu decorato per essersi precipitato come volontario a combattere contro i nazisti, né allorché, nel Sessantotto, fu cacciato dalla facoltà di sociologia ed esiliato dalla Polonia per aver sostenuto gli studenti contro una burocrazia asfittica e arrogante. "Creare", ha scritto nelle ultime pagine di Modernità liquida, "(e dunque anche scoprire) significa sempre infrangere una regola; seguire una regola è pura e semplice routine, non un atto di "creazione". 

ALLA RICERCA DI UNA GENUINA "RIVOLUZIONE CULTURALE"

Magatti descrive il nostro scenario: "Non esistono più centro o periferia, alto o basso, giusto o sbagliato: il capitalismo tecno-nichilista tende a inglobare tutto, compreso ciò che si produce ai suoi margini e addirittura ciò che gli si oppone. Non c'è più controcultura perché "tutto è produzione culturale". Anzi, la controcultura costituisce una novità che arricchisce la verità e come tale viene inglobata nel sistema". 

La modernità è la convinzione che "il cambiamento è l'unica cosa permanente e che l'incertezza è l'unica certezza". 
Per quanto limitati possano apparire i poteri del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di tale rivoluzione.  


Bandura scrive..."Siamo sempre più esposti a potenti influenze che operano al di fuori delle istituzioni tradizionali e attraversano i confini nazionali. 

Gli straordinari progressi tecnologici in atto e la globalizzazione delle forze economiche stanno creando situazioni di interdipendenza transnazionale in cui il controllo della vita individuale richiede sempre di più un'azione collettiva. Anna A.  



























venerdì 6 aprile 2018

MEDICINA ALTERNATIVA - TERAPIE PRATICHE

IL BENESSERE CON I 4 ELEMENTI di Olivier Manitara 
10 Esercizi Esseni per liberarsi dello stress 


Specialista degli Esseni è lui stesso Maestro Esseno, riconosciuto a livello mondiale, Olivier Manitara (Edizioni Alvorada) trasmette la saggezza millenaria di quel popolo ancestrale. Uomo semplice, padre di famiglia, autentico, concreto, sa fare convergere i due mondi, quello della "materia" e quello dello "spirito". 
Autore di più di 200 libri e quaderni di ricerca sulla spiritualità e l'esoterismo, conta anche al suo attivo più di 1000 conferenze spontanee e improvvisate sui temi più svariati. Da oltre 20 anni, trasmette un insegnamento vissuto, unico e prezioso. Anima seminari di formazione, convegni e conferenze in Europa, Haiti, Africa e Nord-America (Canada), moltiplicando gli approcci e le tecniche di risveglio spirituale. Numerosissimi incontri sul campo ed in seno a culture assai varie gli permettono di illustrare le sue opere con un'esperienza umana ricchissima. 
Creatore della Ronda degli Arcangeli, della Nazione Essena e dei villaggi esseni, Olivier Manitara è un Messaggero della Pace attivo e riconosciuto dall'Unesco. Il suo scopo principale è la condivisione della saggezza. 


La saggezza potrà vivere sulla Terra soltanto se gli uomini la coltiveranno nella loro vita. 

La Fondazione Essenia ha per scopo di preservare un patrimonio comune a tutta l'umanità: la Saggezza. La Saggezza è la presenza di una luce nella coscienza e nella sensibilità dell'uomo. Questa luce emana da una coscienza superiore comune. Per avere accesso ad essa, l'uomo deve possedere dentro se stesso un corpo che sia in grado di riceverla. 
Lo scopo è di formare un corpo recettore della Saggezza nell'uomo e allo stesso tempo di trasmettere questo saper fare vivente. 

La Fondazione Essenia è un'opportunità per tutti gli esseri umani di "buona volontà" che nel mondo si vogliono riunire e mettere la loro forza in comune per l'avvento di un altro sguardo e di un'altra visione e di un altro modo di essere al mondo. 

L'azione Terapeutica dei 4 Elementi
La natura è composta di quattro Elementi: la Terra, l'Acqua, l'Aria e il Fuoco. 
Questi ultimi esistono sul piano materiale ma anche sul piano sottile. Saper lavorare con i 4 Elementi è una potente chiave di trasformazione e di armonizzazione di cui desideriamo ora rivelarvi alcuni segreti...

E' bene sapere che questi metodi, basati sui 4 Elementi, figurano tra una moltitudine i approcci diversi e possibili nell'ambito della scienza essena. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA STABILITA' nella tua vita grazie alla TERRA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA FLUIDITA' nella tua vita grazie all'ACQUA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & L'EQUILIBRIO nella tua vita grazie all' ARIA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA DIGNITA' nella tua vita grazie al FUOCO. 

Con amore, benedico la luce che mi risveglia, l'aria che mi anima, l'acqua che mi rende consapevole di me stesso e la terra che mi porta. 
Che il suolo sul quale sto per sedermi sia benedetto, e che diventi per me un luogo sacro colmo di forza, di purezza, di chiarezza e di sicurezza. 

Avvicinandovi alla natura in un modo giusto, in un modo armonico, potrete ritrovare il cammino verso la vostra anima, la strada che conduce alla pace e all'equilibrio interiore. 
L'armonia è la chiave della felicità e della riuscita. 

Tu sei Esseno, un'anima senza età, un fedele dell'Eternità e della Sua parola di saggezza. 
Impara a guardare il mondo con gli occhi dell'anima.

Quando sarai abbastanza allenato, diventerai capace di ritrovare quella bellezza e dolcezza legata al cielo azzurro e al sole splendente e consapevolmente ti collegherai alla "Luce della vita",  l'unica vera sostanza della propria esistenza!  Anna A. 














martedì 3 aprile 2018

PSICOLOGIA

GENITORI DIGITALI di Barbara Volpi 
Crescere i propri figli nell'era di internet 


Barbara Volpi, psicologa, specialista in Psicologia dinamica e clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza (Università di Roma). E' membro dell'Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga. Tra le sue pubblicazioni: "Gli adolescenti e la rete", e per il Mulino "Family Home Visiting" (con R. Tambelli,2015). 

"Genitori Digitali" Società Editrice Il Mulino è suddiviso in tre parti; la prima parte: LA FAMIGLIA DISCONNESSA; la seconda parte: CRESCERE NEL DIGITALE; la terza parte: LA FAMIGLIA CONNESSA. 

Questo libro si pone l'obiettivo di cavalcare con maggiore consapevolezza "l'onda net" che ha travolto i genitori, cogliendo metaforicamente come ancòre di salvataggio o fari che guidano la rotta di alcuni punti cardine della psicologia evolutiva e della condivisione affettiva della famiglia, per orientare e condurre con maggiore consapevolezza i nostri ragazzi nell'era tecnologica, che ha al suo interno il "nuovo" e il "vecchio" che non può essere cancellato con il tasto delete ma deve essere necessariamente integrato. 

Questo è principalmente un testo di ricostruzione, di riflessione e di condivisione, interessato non tanto al dato percentuale delle varie statistiche e classificazioni sull'argomento, quanto piuttosto a stimolare una comprensione e un'azione concreta della famiglia affinché si appropri di una competenza digitale plasmata sui bisogni affettivi ed emotivi di ciascuno. 
Nello scorrere delle pagine il lettore sarà colpito dai diversi quesiti che si affacciano imperiosi allo scopo di sollecitarne altri, per cercare di rispondere nel modo più appropriato possibile all'interrogativo e al proposito generale che anima la trattazione, ovvero: "Come crescere i nostri figli nell'era di internet?"
Per sostenere questo percorso e per orientare le famiglie verso un uso consapevole e responsabile della rete, vengono sinteticamente tracciati alcuni concetti chiave della moderna psicologia evolutiva (Developmental Psychology o Psychopathology), che sono pensati, metaforicamente, come fari che possono illuminare il nostro tragitto verso l'acquisizione di una sana genitorialità digitale. 
Grazie a questi "punti luce" delle evidenze scientifiche che hanno illuminato, nel corso degli ultimi trent'anni, la traiettoria di sviluppo sin dalla prima infanzia, viene dato l'avvio, nella seconda parte del volume, all'analisi del tragitto evolutivo del bambino nel mondo digitale, considerando step by step i suoi bisogni, le sue necessità e le sue competenze acquisite. 
Nella terza parte, da cui il lettore può partire, viene tracciata la struttura dinamica della famiglia connessa, che nella tradizione digitale può essere rappresentata da quella che viene definita la home page familiare. 
In questa terza parte la narrazione si incentra direttamente sull'individuazione della base sicura digitale come passepartout universale che apre la porta a quelli che abbiamo definito i tanti "mondi possibili". 

Ma cosa si intende per base sicura digitale?
La base sicura digitale sono le fondamenta dell'edificio strutturale della famiglia, l'home page familiare, che si struttura a partire dalle prime interazioni diadiche del bambino con le figure di attaccamento significative (caregivers) le quali, reagendo in modo sensibilmente supportivo alle sue richieste di cura e conforto, gli offrono la possibilità di sviluppare quella sicurezza affettiva necessaria per l'esplorazione, l'inserimento e il monitoraggio affettivo del mondo esterno. 

Nella corrispondenza digitale, occorre mettere in rilievo l'essenza affettiva dell'essere connessi e disconnessi, brillantemente descritta dalle parole di Edward Tronick: "quando si stabilisce una connessione con un'altra persona, si vive un'esperienza di crescita ed esuberanza, un senso di continuità e un senso di sintonia, oltre ad avere la sensazione di conoscere il significato che l'altro attribuisce al mondo. Quando si è disconnessi, si vive un'esperienza di restringimento, una persona di continuità, una perdita di significato dell'altro. Sentirsi scollegati è doloroso e, agli estremi, può comportare sensazioni terrificanti di annientamento". 

Seguendo queste considerazioni, la "famiglia connessa", è ben consapevole che il bambino non apprende le regole del gioco della vita sulle istruzioni per l'uso del videogiochi, o più tardi da adolescente nelle indicazioni per aprire il profilo del social network prescelto, ma bensì nell'hic et nunc delle interazioni reali. Anna A.