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mercoledì 27 maggio 2026

RIFLESSIONE: PROBLEMA SOCIALE DEI BAMBINI E COMUNITA'

     GRAVE PROBLEMA DEGLI AFFIDI FAMILIARI 

 
In Italia oggi  abbiamo circa 41 mila minori in affido che costano allo Stato un miliardo e mezzo di euro. Il sistema che palesamente non funziona viene attaccato anche dalla stessa Garante dell'Infanzia Marina Terragni. Il sistema affidi nel nostro Paese è problematico, non tutela le famiglie e non prevede interventi a loro favore.
Il sistema affidi nel nostro Paese è un vero e proprio problema (di violenza  e di maltrattamenti invisibile), spesso mascherato da un business  da persone che  ma la cosa più orribile e assurda è che codesto sistema non tutela le famiglie e non prevede interventi a loro favore. Ne è talmente convinta che lo scrive nell'incipit del Report quando dice che: "La priorità deve essere data a interventi di sostegno personalizzati a favore del nucleo familiare quando in difficoltà" ed in una recente intervista ribadisce che, a fronte dell'impegno economico statale, sarebbe opportuno "prendere in affido la famiglia in difficoltà senza privarla dei figli e aiutarla a risolvere i suoi problemi. Non so se ci sia un business dietro, dico solo che quei soldi potrebbero essere spesi diversamente per tenere in piedi le famiglie che non ce la fanno per svariati motivi, esclusa la violenza e l'abbandono ovviamente, e i casi contemplati dall'art. 403 del codice civile". (Filo Diretto)
In Italia ci sono più bambini in comunità che in famiglia: secondo voi è normale?   
L'emergenza è sicuramente quella di rilanciare un nuovo modello di affido: i cambiamenti devono essere veloci efficaci e soprattutto senza violenze. 
Nelle convinzioni internazionali e nelle leggi italiane c'è scritto che il minore ha diritto di crescere con la sua famiglia. In Italia, l'affido familiare è disciplinato principalmente dalla Legge 184/1983 (poi modificata dalla Legge 149/2001 e dalla Legge 173/2015), che recepisce i principi internazionali dando priorità al rientro del minore nella famiglia di origine. Ma da molti anni ciò non viene applicato, vengono sottratti tanti minorenni con pratiche falsificate per ottenere vantaggi economici sempre a discapito dell'intero sistema sociale, in primis pagano i bambini, poi le famiglie e di conseguenza tutto il sistema sociale. 
 
Volete sapere perché ci sono molti affidamenti in strutture sociali? La risposta è molto chiara...
 
Facciamo un po' di conti...
Quanto costa mantenere un minore in struttura?
Il costo giornaliero per il mantenimento di un minore in struttura varia sensibilmente: ad esempio, il Comune di Roma stabilisce una cifra minima di circa 120 euro al giorno, ma in molti casi il costo può superare i 200 euro giornalieri. Considerando un valore medio prudenziale di 150 euro al giorno, per 25 mila minori, la spesa pubblica giornaliera ammonterebbe a circa 3 milioni e 750 mila euro, pari a circa un miliardo e 370 milioni annui: investimento che potrebbe essere destinato a interventi di sostegno personalizzato alle famiglie in difficoltà, evitando così il trauma della separazione, che (salvo situazioni familiari gravi e insanabili) tende a cumularsi a eventuali problematiche preesistenti, con potenziale rischio di effetti patologici sui minori. 
 
Vi sembra giusto tutto ciò? Mi sembra veramente assurdo questo modo di AGIRE, un modo violento e sicuramente disumano quando i bambini vengono strappati dal contesto familiare... 
E poi si giudica la famiglia che cresce i bambini in modo naturale nel bosco, ma stiamo scherzando? Perché non andate a vedere i bambini che vivono nelle baraccopoli e nei campi rom in condizioni veramente malsane in condizioni di vita al di sotto degli standard di benessere, con alto tasso di criminalità? 
 
Iniziamo a comprendere il vero benessere dei bambini.  
Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese, definì la famiglia come elemento essenziale della nostra civiltà e la forma di assetto che attribuiamo alla nostra famiglia rivela i tratti caratteristici della nostra cultura. I bambini non si possono strappare ai genitori... 
Finché non c é violenza, maltrattamenti, abuso, non si tolgono i figli a nessuno, lo dicono le norme europee ed internazionali sui diritti dei bambini. 
 
In conclusione...  
 
Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia.

L'articolo 1 della legge 149/2001 dice: "Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia". Facciamo notare che il diritto è del minore e non dei genitori. 

Si tratta, com'è evidente, del principio ispiratore della legge: la sottrazione dovrebbe essere l'eccezione, non la regola. Tutte le persone coinvolte: psicologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati e giudici minorili dovrebbero fare di tutto per garantire questo fondamentale diritto del minore e rispettare il principio ispiratore della legge. Purtroppo molti assistenti sociali, psicologi e psichiatri non si rendono conto (ma a volte ci viene il dubbio che lo sappiano benissimo) del potere smisurato che hanno sulla vita delle famiglie. (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV) 

Mi rivolgo a tutti coloro che attualmente lavorano in questo contesto... Giudici, Assistenti sociali, psicologi, psichiatri ecc... Se vogliamo costruire un mondo migliore iniziamo ad "usare" il cuore. I bambini sono il nostro investimento più prezioso per il futuro. Dobbiamo coltivare le loro menti e i loro cuori con cura. 

"Non si è mai così grandi come quando ci chiniamo, nell’amore di Dio, verso i piccoli". (Don Orione) 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 

 





 


 
 
 
 

 

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