domenica 15 settembre 2019

ETICA SOCIALE - COMUNICAZIONI SOCIALI

IL PRINCIPIO SEMPLICITA' di FRANCESCO BELLINO 

Francesco Bellino, fondatore del primo Corso universitario di perfezionamento in Bioetica istituito in Italia (1987) e Presidente nazionale della Sibce (Società italiana di bioetica e comitati etici), è professore ordinario di Filosofia morale, Bioetica ed Etica della comunicazione presso l'Università degli Studi di Aldo Moro di Bari.  

"Il principio Semplicità" Edizioni San Paolo è un libro nato dalla lettura del "Diario" della giovane ebrea olandese Etty Hillesum, morta nel campo di sterminio di Auschwitz nel 1943, che di fronte all'orrore e alla tragedia delle deportazioni riuscì ad affermare il valore e la bellezza della vita e ad additarci la strada di un nuovo inizio per ridare senso all'esistenza. Tale strada non è quella di una teoria consolatoria, ma dell'essere, della semplicità dell'essere: "Si deve diventare un'altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade. Si deve semplicemente essere". 

La semplicità è diventata oggi un'esigenza non solo teoretica, ma anche sociale e politica. L'iperspecializzazione del sapere e delle professioni, la complessità del sistema economico, finanziario, burocratico e dei meccanismi decisionali e amministrativi rischiano di rendere questo mondo incomprensibile e ingovernabile. Anche Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato sì, di fronte a inquinamento, migrazioni, miseria, mutamenti climatici e ambientali, sanciti dal recente passaggio geologico epocale, dall'Olocene all'Antropocene, dove l'uomo rappresenta il più importante agente del cambiamento nell'ecosistema globale, auspica "un ritorno alla semplicità" nel nostro stile di vita. In queste pagine, Francesco Bellino fa emergere tutta l'esigenza e l'importanza fondamentale di pensare la semplicità e la sua pratica: come ci ha indicato Antoine de Saint-Exupery, "si vede bene soltanto con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". La semplicità può essere la strada di un nuovo inizio per ridare senso all'esistenza. 

Il mondo è fuori dei cardini. Sono molti a crederlo. Vaghiamo senza mèta, confusi, discutendo pro e contro questo e quello. Su una frase la maggioranza delle persone si trova d'accordo, al di là di tutti gli antagonismi, e in tutti i continenti: "Non capisco più il mondo", ha scritto Ulrich Beck nella sua ultima opera (La Metamorfosi del mondo). Nel 2009 Barak Obama ha posto Cass R. Sunstein a capo dell'Office of Information and Regulator Affairs (Oira) con lo scopo di ridurre i costi e di accrescere la semplicità nella governance producendo regole chiare, per facilitare e migliorare la vita e le scelte delle persone. Attraverso l'impiego di "spinte gentili" (nudges) si tratta di rendere la vita dei cittadini, della società e delle imprese sempre più semplice, secondo il motto: Make it easy (Fatelo facile, semplificato). Anche per creare un mercato più ampio e business molto redditizi, "il segreto svelato" da Richard Koch e Greg Lockwood è simplify, la semplificazione attraverso due strategie: la semplificazione dei prezzi (ridurre della metà, o anche di più, il prezzo di un prodotto o di un servizio) e la semplificazione dei prodotti (creare un prodotto che sia utile, attraente e molto facile da usare). Tra i grandi semplificatori sono annoverati Henry Ford (Ford Motor Company), Ingvar Kamprad (Ikea), Dick e Mac McDonald e Ray Kroc (McDonald's), Steve Jobs (Apple), Travis Kalanick e Garrett Camp (Uber), Charles Guth (Pepsi-Cola).
"I semplificatori, oltre ad avvantaggiare loro stessi, sicuramente aiuteranno la società molto più di quanto non faranno i non semplificatori" (dal libro: Cambiare è semplice di Koch e Lockwood) 

La semplicità è innocenza che permette di cogliere l'essenziale, l'essere nel suo intrinseco valore. Il semplice è ciò che è semplicemente. La semplicità non è una virtù che si aggiunge all'esistenza. E' l'esistenza stessa, in quanto nulla vi si aggiunge. La semplicità ha un valore non derivato, secondario, aggiuntivo, ma originale, nel senso che è un principio fondante e costitutivo della conoscenza e dell'agire. La semplicità è spontanea, non è programmata né generata da altro. La semplicità non sarebbe un principio se fosse generata da altro. Benché la spontaneità sia un fenomeno relativamente raro nella nostra civiltà, per Fromm, "l'attività spontanea è il solo modo in cui l'uomo può superare il terrore della solitudine senza sacrificare l'integrità del suo essere; infatti nella realizzazione spontanea dell'io l'uomo si riunisce al mondo: all'uomo, alla natura e a se stesso. 
L'amore è la principale componente di tale spontaneità". La semplicità è una virtù ed è considerata la virtù delle virtù... Anna A.
  
"La semplicità è compagna della verità come la modestia è del sapere".  Francesco De Sanctis

"La semplicità è l'essenza dell'universalità"  Gandhi

"L'umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza" J. Winckelmann 

"Dio agisce sempre secondo le vie più semplici". Madre Teresa di Calcutta 

"Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplicistico. Albert Einstein 












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