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lunedì 29 aprile 2019

NARRATIVA - SAGGISTICA - AUTOBIOGRAFIA

CINQUE ANNI UNA VITA di Giancarla Melecci 
Orrori, suore e orfanotrofi: la mia storia vera  



Giancarla Melecci autrice, ha iniziato a scrivere nel 2010, il suo primo libro:  Cinque anni, una vita. "L'importanza è crederci".  Attualmente collabora con una redazione della sua città in provincia di Bologna. 

Giancarla si racconta così: "Sono nata il 16 aprile del 1964. Mi diedero alla luce in un paesino vicino alle Valli di Comacchio, che tra l'altro adoro e dalle quali non riesco a stare lontana. Per motivi che non sto qui a spiegare per non annoiarvi, sono stata "introdotta" in un Istituto. Lì ho trascorso i miei primi cinque anni della mia vita. Fortunatamente una famiglia mi adottò e cominciai finalmente a "vivere". Sin da ragazzina, durante il periodo estivo, mi sono rimboccata le maniche svolgendo i più svariati lavori. Da commessa a guardarobiera in una sala da ballo del mio paese, dalla raccolta dei pomodori presso una famiglia di contadini all'accudimento di piccoli "monelli" presso una scuola materna.

"Cinque anni una vita" (Faust Edizioni) è un libro dedicato alle madri, ai padri e soprattutto a chi, come Giancarla, ha vissuto questa terribile esperienza.  E perché no, anche a coloro che ne sono sempre rimasti indifferenti e lontani per comodità o perché "non erano a conoscenza" dell'esistenza degli "orfanotrofi" o "brefotrofi" o come li volete definire. 

Dal romanzo...
In ogni caso, vorrei aggiungere solamente questo: Mamme e papà non abbandonate i vostri figli, AMATELI!!! Se proprio non vi è possibile tenerli accanto a voi, per problemi molto gravi (che io personalmente non condivido) cercate voi stessi una famiglia a cui affidarli. E se pure questo non vi è possibile...Informatevi! Cercate una buona e brava assistente sociale che si occupi di voi e dei vostri figli. Non siate egoisti cercando in tutti i modi di "sbarazzarvi" di loro, sono esseri umani come voi!  

I bambini sono esseri innocenti... Hanno fatto parte del vostro corpo. Nascono attraverso un atto d'amore fra un uomo e una donna e se pure non è stato un atto d'amore, ma solamente una soddisfazione personale, non scaricate la vostra "sfortuna" su di loro.  Giancarla Melecci

Il romanzo autobiografico vuole esprimere la descrizione dei trattamenti o meglio maltrattamenti che Giancarla ha subìto nel brefotrofio da parte delle suore e anche di una dottoressa, che esercitava la sua professione, o meglio non sapeva farlo, poiché priva di cuore.  L'infanzia di Giancarla è stata veramente poco felice, e anche traumatica e violenta. Dopo l'abbandono dei suoi genitori ha dovuto subìre anche i maltrattamenti e vessazioni di suore e altre persone, o meglio dire,  "esseri nulli"e senza scrupoli.... ( "esseri" senza cuore, che di "umano" hanno ben poco o niente!) 
Nel romanzo viene citata in particolare una suora meschina e cattiva, suor Innocenza (peraltro possiamo dire che d"innocenza" non aveva un bel niente!), un essere squallido e privo di cuore, crudele e ignobile,  ma soprattutto una figura deleteria per la formazione delle piccole creature (che purtroppo) erano ospiti (maltrattati) di quell'istituto.
La crescita e lo sviluppo del bambino va tutelata...
Il bambino non dimentica, siatene certi...ma cerca disperatamente di adattarsi alla nuova realtà.

La realtà di alcuni istituti purtroppo era questa... Oggi sostituite dalle case famiglie... forse meglio...ma non posso confermarlo al 100% poiché, io personalmente, ho anche dei dubbi a riguardo. Potrei esserne sicura solo dopo svariate verifiche constatando le varie competenze specifiche e i trattamenti che vengono effettuati nelle varie strutture esistenti su tutto il territorio nazionale. Quindi anche in queste strutture opterei (come negli asili e le case di riposo) di inserire le telecamere o ancora meglio fare visite controllate da parte delle istituzioni  per tutelarne la validità e l'efficienza del benessere collettivo ospitante. 

Questo romanzo nasce proprio per questo... è un grido velato che vuole informare e far comprendere meglio il senso dell'abbandono e soprattutto l'importanza dell'affido nelle sue forme più complesse e anche quelle diverse... 
Una vita che nasce è un bene prezioso, un dono divino da proteggere e custodire.
Siamo tutti esseri legati da un filo invisibile unito dalla fratellanza e dall'amore.  L'unico collegamento che apre la porta del cuore è solo l'amore. I figli sono creature di Dio...Abbiatene cura!!! 
Morale... Da alcune persone imparerai qualcosa di buono che resterà per sempre con te, da altre persone (non umane) imparerai quello che non vorrai mai diventare!!!  Anna A. 











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