mercoledì 14 settembre 2016

COLTURE BIOLOGICHE - CURA DELL'AMBIENTE

ORTO E CUCINA  di Grazia Cacciola 
COLTIVARE NATURALE - CUCINARE VEGETALE 




Grazia Cacciola esperta di agricoltura eco-sostenibile e autoproduzione, è autrice di diversi volumi sull'argomento. Cresce a Milano dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, si specializza in Linguistica Computazionale e dopo qualche anno da ricercatrice chiude tutto nel cassetto, dedicandosi alla progettazione di siti web. Ha frequentato scuole di botanica e orticoltura, tra cui il Permaculture Institute di Bill Mollison, dedicandosi in seguito agli studi sull'Alimentazione Naturale. Attualmente sta seguendo gli studi di Medicina Tradizionale Cinese. Ha guidato progetti dell'Unione Europea per l'incentivazione delle coltivazioni biologiche e biodinamiche ed è stata l'esperta di botanica in alcune trasmissioni televisive, tra cui Geo&Geo di Rai3 e di autoproduzione ecologica nella trasmissione "Grazie dei fiori" Rai2.  

"Orto e Cucina"  (Edizioni Moka)  è un bellissimo manuale illustrato con tantissime ricette dettagliate che consente di far conoscere meglio le delizie dell'orto e far gustare  la qualità e la genuinità dei sapori naturali.
Negli ultimi quindici anni si è assistito ad un ritorno alla coltivazione diretta e a un nuovo interesse verso l'orto da parte dei cittadini, spesso come gesto di riappropriazione , di scelte indipendenti, di ecologia, sostenibilità e di "guerrilla gardening" il movimento silenzioso che fa sorgere aiuole fiorite nelle città. 
Cos'è il "guerrilla gardening? In pratica è una forma di giardinaggio politico, praticata soprattutto da gruppi ambientalisti che compiono le loro azioni soprattutto nella notte in relativa segretezza, o anche persone che amano la natura e l'agricoltura e si prendono cura di un pezzetto (tappeto) di terreno sia vegetale che fiorito. 

In questo manuale l'autrice ci guida verso un viaggio di benessere "naturale" tra semine, raccolti e preparazioni di piatti semplici, gustosi e genuini.  
In un mondo ideale, la vita dell'uomo sarebbe a impatto zero se coltivasse da sé il cibo che consuma, nell'area in cui vive. Coltivare un orto, infatti, va oltre la soddisfazione personale e diventa un gesto di indipendenza e un primo passo, alla "portata" di tutti, verso un bilanciamento tra ciò che produciamo e ciò che consumiamo.
Se si parte da zero, il consiglio è quello di cominciare a coltivare orticole che richiedano poca manutenzione e solo un minimo di cure. 
Fare un orto è un atto di ecologia privata che diventa benessere collettivo: meno inquinanti immessi nell'ambiente e più consapevolezza di potersi creare concretamente il proprio cibo. L'orto deve essere un'attività che porta del benessere materiale e spirituale a noi stessi, alla nostra famiglia, alla collettività e all'ambiente. 

Siamo tutti consapevoli che per stare in salute è necessaria un'alimentazione sana ed equilibrata possibilmente con prodotti coltivati in modo naturale e non trattati. 
La tradizionale agricoltura purtroppo è andata via via scomparendo, e proprio la mancata sinergia tra tutti gli elementi che concorrono alla produttività di un terreno a determinare disastri ambientali ed ecologici a cui ci stiamo abituando oggigiorno. 
Per iniziare a riconquistare la salute e il benessere psicofisico, bisogna ritornare all'epoca delle "bisnonne", bisogna adottare metodi tradizionali che erano più sicuri perché più naturali. 
Oggi il nostro cibo (purtroppo) non è più un cibo "naturale", ma industriale. Tra i due vi è una grande differenza...
Gli alimenti naturali producono indirettamente la longevità, mantenendo la mente calma e permettendo così al normale flusso dell'Energia vitale di scorrere indisturbato. Gli alimenti innaturali e degradati hanno l'effetto contrario. 
Un'alimentazione naturale non solo crea benessere nel fisico, ma purifica anche in modo naturale la mente, poiché la rigenera costantemente, il corpo diventa protetto e il fisico diventa più vitale. 
L'autrice in questo manuale ci consiglia alcune ricette facili da preparare. 
Ecco un esempio di ricetta che è illustrata sulla copertina del libro che vi consiglio di provare: 

TROFIE ROSA CON FAGIOLINI AL BALSAMICO

INGREDIENTI: 400 g di fagiolini, 200 g di semola di grano duro, 200g di semola di grano duro rimacinata, 180g circa di acqua tiepida (36-40°C), 50 g di barbabietola rossa cotta e ridotta in purea, 50 gr di pinoli, 6gr di sale fino integrale, 2 grosse fette di pane di grano duro, una manciata di origano fresco tritato finemente, olio extravergine d'oliva, pepe nero, aceto balsamico di Modena.

PREPARAZIONE:
Disporre le farine a fontana sulla spianatoia, aggiungere il sale e la purea di barbabietola, impastare aggiungendo l'acqua man mano che si procede. (A seconda del'assorbimento della farina, potrebbe non essere necessaria tutta l'acqua).
Impastare 10 minuti piegando l'impasto su se stesso, dall'esterno verso l'interno, fino ad ottenere una palla liscia ed elastica. Farlo riposare in luogo fresco,coperto con un canovaccio umido, per 30 minuti. 
Per le trofie: sulla spianatoia infarinata, formare con le mani degli spaghetti di 3-4 millimetri di diametro, tagliarli a pezzi di 5 centimetri, schiacciarli e arrotolarli su se stessi con il palmo della mano, tenendoli fermi per un'estremità. Far asciugare sulla gratella essiccapasta. 
Lavare e mondare i fagiolini, tagliarli in modo che i pezzi siano all'incirca delle dimensioni delle trofie. Tritate le fette di pane tritate delle croste, condire il trito con qualche goccia di aceto balsamico e farlo tostare in una padella (o di ghisa o antiaderente) con un filo di olio, saltando spesso. 
Lessare i fagiolini per 10 minuti in acqua bollente salata, poi aggiungere le trofie e proseguire la cottura per 5-6 minuti (o anche qualche minuto in più). Scolare, trasferire tutto nella padella con le briciole tostate, l'origano, i pinoli, tre cucchiai di olio e un cucchiaio di aceto balsamico. Saltare e infine aggiungere una manciata di pepe nero.

Posso concludere che il mio incoraggiamento per tutte le persone che sono prive di cognizione in materia è quello di amare la vita sotto tutti "i punti di vista", basta dare nutrimento prevalentemente all'essenza della vera esistenza, all'anima, con l'unico ingrediente che la può nutrire completamente: l'amore per la vita, per la cucina...e in tutte le sue forme.  L'amore in tutte le sue forme infatti, ha sempre un risultato positivo, poiché è la sinergia completa del benessere umano, è la fusione completa tra corpo, mente e anima.  Anna A. 




















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