lunedì 18 luglio 2016

MEDICINE ALTERNATIVE

LA MEDICINA SOTTOSOPRA  E se Hamer avesse ragione? Di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin 


Giorgio Mambretti  dopo aver terminato gli studi di agopuntura e osteopatia, trovatosi di fronte ad una diagnosi senza speranza, si è orientato verso una "nuova medicina" che ha esposto in tutti i suoi libri: " La Medicina sottosopra - E se Hamer avesse ragione? ",  "Una chiave per guarire", "La Medicina del Futuro",(www.amrita-edizioni.com )  e "La Compensazione Simbolica - Comprendere i casi della vita" nel quale collabora con il CRIDOMH (Centro di Ricerche sulla Compensazione simbolica). 


Questo libro ( www.amrita-edizioni.com nasce dall'interpretazione che gli Autori danno delle scoperte del dottor Hamer, e per questo talvolta si possono rilevare delle differenze rispetto alle formulazioni originali. Sono di Hamer anche le piccole storie che compaiono come esempi (in questo libro). Nelle varie parti di questo libro sono trattate le "leggi" della Nuova Medicina, dei conflitti relativi ai principali organi e di alcune tra le patologie più diffuse. 

Ma chi è Hamer e come mai è così osteggiato dai medici e tanto osannato dai pazienti? 
Oncologo e ricercatore, ma solo a nominarlo il mondo della Sanità è ostile e eleva scudi contro quest'uomo, ma le sue casistiche di guarigione delle malattie degenerative sono impressionanti, tali da far vacillare "l'edificio" della medicina ufficiale. E il dubbio di molti è che il suo sistema sia così osteggiato proprio perché urta gli interessi delle Holding farmaceutiche...

Abbiamo riflettuto a lungo sul come impostare questo libro e sul pubblico a cui si sarebbe rivolto, e abbiamo deciso di fare del nostro meglio perché fosse possibile, comprensibile a tutti affinché molti lettori possano trovare la chiave per uscire dal tunnel buio nel quale si dibattono, ritrovando la luce e la gioia di vivere. 
Il dottor  Hamer dice che la Nuova Medicina potrebbe essere insegnata nelle università e che le sue Leggi fondamentali sono tanto semplici ed evidenti che si può lecitamente domandare come mai nessuno ci abbia pensato prima. 
La risposta è forse insita nel concetto stesso di  "evoluzione": affinché una nuova scoperta venga alla luce bisogna che i tempi siano maturi, che l'umanità, o almeno una parte di essa, abbia raggiunto un grado di maturazione, che sia pronta a servirsene: un uomo delle caverne non saprebbe che farsene di un'automobile! 

La Medicina alternativa o dolce spesso si limita a riproporre soluzioni terapeutiche sulle stesse basi della medicina moderna:la malattia è qualcosa di brutto, di cattivo, di insensato, un pericolo. E la soluzione è eliminarla, in modo dolce o violento che sia. 
Le scoperte di Hamer invece aprono un universo totalmente opposto: la malattia è la risposta appropriata al cervello ad un trauma esterno, e fa parte di un programma di sopravvivenza della specie. Risolto il trauma, il cervello inverte l'ordine e l'individuo passa in fase di riparazione. 

Le scoperte di Hamer si configurano in cinque leggi fondamentali, e per scoprire queste leggi egli si è basato: 
- sulla sua esperienza diretta di malato di cancro; 
- sull'osservazione di più di ventimila casi di patologie diverse (dalla verruca all'Aids, dalla psicosi alla leucemia, dalla sclerosi a placche al diabete) cercando ogni voltail denominatore comune, il trauma causale; 
-sullo studio dell'evoluzione della prima cellula destinata a diventare un "individuo" complesso. 

In conclusione possiamo ribadire che la chiave di svolta per la guarigione è l'eliminazione del trauma emotivo, condizione necessaria affinché il cervello possa invertire la rotta e passare "dai tumulti del mare aperto alle calme acque del porto d'attacco", a patto che la nave non rimanga senza gasolio per strada. 

Il grande merito del dottor Hamer è quello di aver "gettato" le basi di una medicina più "umana" in cui l'approccio terapeutico può essere riassunto in poche parole, quelle che i saggi di tutti i tempi continuano a ripetere: " Ama il tuo prossimo (te incluso). Rispettalo nella sua globalità, nel suo vissuto, nel suo unico modo di essere". 
Non ci rimane quindi che accettarlo e dire in tutta umiltà: "Grazie, dottor Hamer!"  Anna A. 











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