giovedì 20 ottobre 2016

NARRATIVA - POLITICA

IL BEL PAESE  di Girolamo Cipponeri 
LA FACCIA BUIA DELLA MEDAGLIA 


Girolamo Cipponeri nasce a Custonaci in provincia di Trapani. Il padre operaio e la madre casalinga si sono impegnati per trasmettere ai figli alcuni valori come il rispetto, il lavoro, l'onestà e l'umiltà. Il fratello maggiore, più grande di dodici anni, è stato per il giovane Girolamo una specie di tutor che lo ha aiutato a crescere e a inserirsi nella società. 

"Il Bel Paese " (Edizioni Kimerik)  è un libro che analizza i malesseri che si vivono nel nostro Paese, che sono sempre esistiti e mai concretamente risolti . La mafia e la politica, spesso complici, hanno "incravattato" il popolo e lo sfruttano come fanno i parassiti. 

La storia è ambientata soprattutto in Sicilia, in una piccola città frutto della fantasia dell'autore, così come tutto il racconto; ma la storia non si distacca dalla realtà, perché molti episodi sono ispirati da notizie reali, anche se i personaggi descritti in questo libro sono di pura fantasia.

La sintesi e la metafora sono molto presenti nel romanzo, come ad esempio la figura di don Calogero, che nel racconto è il boss mafioso di quella città, ma in realtà rappresenta  la mafia in generale, che non è presente solo in Sicilia, ma in tutta l'Italia. Ovviamente quello che espone l'autore è solo il suo personale punto di vista,  il suo intento  è quello di scrivere un "racconto" per dare spunti di riflessioni circa il malessere socio-politico che attualmente si "respira". 

Il vero problema del malessere del nostro Paese è costituito dalla società organizzativa parlamentare poiché in essa è radicata la "mentalità mafiosa". 
Il concetto di "campare" cercando di fregare il prossimo è uno dei "pilastri" (purtroppo) della nostra società ma soprattutto è insito nell'animo di ogni "governante" che attualmente non fa gli interessi dei più deboli, ma gli interessi che gli convengono. 

"Se una zecca ti si attacca addosso, che fai, ti ci affezioni o cerchi di liberartene? L'istinto ci dice di ammazzare "quella zecca", ma se uno ci nasce con la zecca attaccata e anche gli altri sono nella stessa situazione, allora diventa una cosa "normale"... "Ma questa normalità non è accettata dal protagonista (Vito) in questa realtà siciliana e attraverso un dialogo con il parroco  (Don Pietro)  riesce a comprendere come dal buio c'è sempre un riflesso di luce....una luce che crea qualche speranza....

Dialogo tra Vito  e Don Pietro (parroco del paesino inventato...) : 

Vito: "Non sono soddisfatto della mia vita qui a "Roccapuntuta"...Là fuori è un "campo" di battaglia dove bisogna combattere per "sopravvivere" e quasi tutti combattono in maniera sleale. Io non voglio diventare come loro e mi sto organizzando per andare via...Non rimarrò in Italia; mi dà solo fastidio il solo pensiero che i soldi delle mie tasse vadano in tasca ai ladri e ai corrotti che ci governano. Io voglio pagare le tasse in una nazione che utilizza i soldi per dare servizi ai cittadini. 

Io penso che ci siano due Italie: una fittizia che ci vogliono far credere (che tutto va bene) e una reale con la quale dobbiamo fare i conti ogni giorno. 
L'Italia reale NON E' una repubblica, ma un'oligarchia in cui i ricchissimi hanno in mano il potere e lo utilizzano per diventare sempre più ricchi "scippando" i poveri. 
Certamente quelli che hanno soldi hanno anche potere, perché la corruttibilità dell'uomo dà ai ricchi questa possibilità.... è sempre stato così!

Don Pietro: "Ovunque andrai, se ci sarà l'uomo, ci sarà il bene e il male. Certo, ogni società è caratterizzata dalla sua storia, dalla cultura, dall'ambiente e da tante altre cose, quindi esistono tante comunità diverse tra loro e ti auguro di trovarne una che ti possa soddisfare, ma non illuderti di trovare il paradiso sulla terra". 

L'unico modo per liberarsi da "quei parassiti" è di rivalutare l'onestà. 
I cittadini onesti avrebbero votato i politici onesti che avrebbero fatto leggi giuste e avrebbero amministrato con il buon senso del buon padre di famiglia.

L'onestà, la collaborazione e il rispetto per il prossimo DEVONO essere i pilastri portanti della società... Ma spesso si vedono e si sentono solo chiacchiere e false speranze. 
Il cambiamento è possibile...? Un'utopia? 
No, è possibile....
Bisogna solo fare il primo passo,  bisogna iniziare a risorgere con tanta forza e volontà, la volontà di "fare ALLEANZA"!... 
L'unione fa la forza...l'Italia è un Bel Paese e noi ITALIANI....SIAMO persone che credono nei valori e che desiderano vivere in un mondo migliore!!!   Anna A. 




















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