sabato 26 dicembre 2015

COMUNICAZIONE - SVILUPPO PERSONALE


IMMAGINARE IL FUTURO
L'Impresa come comunità generativa di Celestino Rosanna






"Immaginare il futuro è il primo passo per costruirlo! "

Rosanna Celestino  é da sempre fautrice della multidisciplinarità e nel suo network Celestino & Associati, si incontrano antropologia e pragmatica della comunicazione, filosofia e teatro. Da venticinque anni segue imprese nazionali e internazionali sui temi della Cultura d' impresa, Creatività, Leadership, Brand Commitment e Team Building. Per Guerini e Associati ha pubblicato nel 2006 "Team Building". Fare squadra nelle organizzazioni. 

Prefazione di Marco Grazioli  (Presidente di The European House e Docente di Impresa all'Università Cattolica di Milano): 
Nel libro di Rosanna Celestino si trovano i legami tra le parti dell'organizzazione, i sogni utopici di imprenditori e manager, le tante testimonianze diverse e poliedriche, gli slanci, gli entusiasmi e le sfide che costituiscono una sorta di telero programmatico, che supera la capacità di produrre risultato economico misurabile nel breve periodo, e sintetizza una modalità di tenere insieme felicità pubblica e felicità privata. "Immaginare il futuro" è anche un modo di costruire una visione etica di ciò che sarà. 

IMMAGINARE IL FUTURO  ( Guerini Next ) è per me, il punto di arrivo e di partenza di un viaggio lungo venticinque anni. Come in tutti i viaggi ci sono stati momenti magici nel provare e osservare quel senso di pienezza, di completezza che accompagna la riuscita, la coerenza: come quando si è di fronte a un passaggio perfetto che zittisce e sorprende. Il viaggio di questi anni mi ha fatto conoscere persone e imprese, grandi e piccole, che credono nella collaborazione e coesione con la collettività; che promuovono il merito e che hanno fiducia nelle istituzioni (perchè hanno fiducia nelle persone e le istituzioni sono fatte dalle persone). E' questo il punto di arrivo: riflettere sui caratteri distintivi della Cultura d' Impresa orientata al futuro. Il futuro di tutti. 

Usare la crisi per ciò che è: un'opportunità di trasformazione, uno "scatto" (o ri-scatto) morale, creativo e progettuale capace di generare e quindi costruire un futuro migliore per tutti. 
Le testimonianze raccolte, infatti, sono esemplari di una visione imprenditoriale e manageriale capace di generare una prospettiva collettiva nella quale lo sviluppo , dell'impresa e del Paese, si misura sulla responsabilità, la reciprocità, il coraggio, la coerenza, il talento, la conoscenza, l'accoglienza e la bellezza della soddisfazione del sé e della gioia.  
Immaginare il futuro è il primo passo per costruirlo. Un passo coraggioso e, a volte, difficile ma necessario soprattutto quando il futuro appare oscuro, ambiguo e portatore più di ansia che di energia positiva. E' proprio nei momenti di crisi, quando l'onda d'urto dei cambiamenti polverizza riferimenti di certezze, che è necessario riprendere in mano la capacità di immaginare il futuro, di immaginare e costruire nuove configurazioni della realtà, nuovi punti di riferimento. 
Immaginare il futuro ha a che vedere con la responsabilità delle nostre azioni: ciò che immaginiamo, pensiamo, facciamo nel presente ha ricadute sul futuro di tutti, anche di chi, in questo presente, non c'è ancora. 

ORIENTATI AL FUTURO
"Orientati al futuro" potrebbe apparire un'affermazione paradossale visto che tutti ci siamo diretti. Con questa definizione l'autrice ha voluto sottolineare, più che la linea del tempo, la dimensione del pensiero, della consapevolezza e della responsabilità verso il tempo  a-venire: verso l'uso del passato, le azioni del presente e le conseguenze del futuro. Chi è orientato al futuro ci è diretto con un progetto individuale e collettivo. Sono persone, imprese, istituzioni, che "intraprendono". 
Intraprendere significa "prendere in sé" (sulle proprie spalle), prendere qualcosa di importante e portarla avanti nel tempo. Intraprendere è un concetto che contiene parole come coraggio, rischio, libertà di pensiero, innovazione, ascolto, sensibilità, determinazione, curiosità, e, ovviamente, responsabilità. 

Johann W. Goethe scrisse in Epigrammi Veneziani: L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. C'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo a sé....
Una dura descrizione del nostro Paese. Era il 1790. Goethe amava l' Italia e lo testimonia il suo Viaggio in Italia, pubblicato nel 1817, ma gli era difficile tollerare aspetti come l'incuria, la disonestà l'individualismo, la distanza e la sfiducia tra i cittadini e Stato. Il vero schiaffo di questo brano è la sua attualità. 
Gli aspetti descritti da Goethe sono quelli con i quali ancora oggi dobbiamo fare i conti, in un'escalation che dà le vertigini. 
E'  il nostro destino o possiamo decidere di dare una svolta, decidere come vogliamo essere? 
Il nostro è un bellissimo Paese, straordinaria combinazione di armonie naturali e artistiche, frutto di un'alchimia di culture che lo rendono unico. Lo sappiamo ma non diamo a tale destino il giusto valore e la giusta cura. Siamo un Paese che troppo spesso si trasforma senza cambiare. 
Abbiamo bisogno di ritrovare il valore delle cose, di ciò che siamo, che sappiamo fare, e di ciò che possiamo diventare.

Nella realtà italiana, le imprese possono rappresentare un viatico, un sostegno alla crescita. L' impresa può rappresentare uno strumento educativo, di diffusione di un pensiero capace di "fare sistema" per il vantaggio di tutta la comunità. 
Il compito di chi guida il Paese (siano politici o imprenditori) è di usare il proprio lavoro per tracciare un nuovo pensiero, per disegnare un nuovo indirizzo, per raccontare una nuova storia, forte e comune. 
La crescita del Paese, da un punto di vista imprenditoriale, è legato alla crescita di un pensiero della comunità del valore del territorio e della sua cultura e non dal dato PIL.
Rosanna Celestino 


La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa.  Goethe









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