giovedì 3 novembre 2016

SAGGIO POLITICO

LA PACE COME RISULTATO DELLA CIVILTA'  di ONELLO YARDS CICCARELLI -  IL (MIO) SOGNO ITALIANO 


Onello Ciccarelli, detto Yards, primo i tre fratelli, nasce a Noteresco, in provincia di Teramo, nel 1938. E' figlio di un "sedentario", tale Wilson Ciccarelli, e di una nomade giostraia, Signora Modestina Cantarini. Forse più per gioco che per necessità, perché porta il nome del nonno paterno, viene soprannominato Yards, e questo nomignolo gli resterà per sempre, tanto da usarlo come pseudonimo anche nell'arte. 
Questa, nel corso della sua esistenza, si è manifestata  sia con compagnie di teatro itinerante, nel circo e nella pittura, sia nelle sue escursioni giornalistiche con varie testate locali, anche se è rimasto sempre essenzialmente "un giostraio". Auto-didatta ma con metodo, approfondisce in modo quasi completo le scienze umanistiche, dalla letteratura, alla filosofia, alla teologia, alla politica; senza sdegnare di addentrarsi in modo razionale nei recessi dell'antropologia, nella paleontologia, delle scienze naturali applicate all'etologia con una particolare attenzione alla fisica nucleare e alla sua evoluzione teorica. 
Essendo il primo, vero e solo "scrittore zingaro" che ha portato alle cronache i problemi di questo "affascinante" mondo nomade con il suo "Vita di zingaro", edito dal MEF (L'autore Libri Firenze), percorre la storia e la filosofia di un popolo "disgraziato".  

"La Pace come risultato della civiltà" (Edizioni Kimerik)   non è un romanzo, ma è un "ragionamento" sulla vita politica del Paese; non sono soltanto riflessioni filosofiche nate attraverso il tempo e risultati di studi teorici astratti, ma sono il prodotto di una lunga ricerca attraverso la gente di decine di paesi visitati dall'autore che ha vissuto in prima persona. 
"Occorre premettere e ammettere che, senza ombra di dubbio, quella a cui ci troviamo di fronte è un'epoca "strana", contorta, con problematiche di difficile soluzione e sicuramente unica, senza precedenti. 
Esistono oggi problemi etici, morali, esistenziali e finanziari, così pressanti che, se non verranno risolti al più presto, porteranno l'umanità a un nuovo confronto con se stessa, di dimensioni tali da rischiare di annullarla" 

Le idee di base di tutto il discorso che dovrebbe portare alla costruzione de "Il mio sogno Italiano" sono due: far sì che l'Italia chieda di far deliberare ai popoli del mondo, attraverso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, la Carta di pace perpetua, che dovrebbe sancire la neutralità completa e universale del nostro Paese rispetto a tutte le guerre del mondo e di deliberare e quindi trasformare l'Italia nel Parco Mondiale della Storia, della Scienza, delle Arti e della Natura. 

Forse non tutti sanno o ricordano che per la sua posizione geografica, l'Italia, dal punto di vista militare, è sempre stata considerata il "cane da guardia" e il filtro di drenaggio alle porte del Mediterraneo, l'ideale linea di demarcazione fra Oriente e Occidente. E non pensate che le cose oggi siano cambiate, la caduta quasi totale del comunismo ha creato una moltitudine di "cani sciolti" che "azzannerebbero" più che volentieri quello che da sempre viene chiamato: "il bel Paese". 

Il nostro Paese ha una conformazione geologica tale da darci un sacco di preoccupazioni, ma è anche favolosamente distribuita, tanto da permettere di ottenere risultati eccezionali a tutti i livelli. 

Da quando l'uomo politico ha scoperto il potere del relativismo oggettivo e dell'eloquenza, non soltanto è riuscito quasi sempre a nascondere le sue azioni, ma è riuscito a nascondere le sue intenzioni e a far sì che il "rossore della vergogna" si trasformasse in meriti sociali. 
In una nazione che abbia una classe politica capace e competente e un governo che si rispetti, il primo obiettivo dovrebbe essere: costruire senza distruggere, accrescere anziché togliere, riutilizzare anziché sprecare. 
E come scrive Nikolaj Berdjaev: "Un'esperienza concreta sta sempre alla base della conoscenza filosofica". 

Inutile dire che il messaggio è rivolto a quelle "intelligenze" che l'indottrinamento partitico non ha ancora fatto marcire e trasformato in "ottusità" collettiva e a tutti coloro che considerano la parola "domani" ancora un bene inalienabile e non un suono vuoto e senza significato. Le conquiste sono veramente tali quando lo sono rese dall'efficienza, l'osservanza e la capacità. Inutile dire che per arrivare al successo, occorre che le strade diventino un'unica strada, una grande via e a questo si può arrivare soltanto se a unire il tutto ci sono il rispetto individuale e la convenienza collettiva, la civiltà e la pace.  Anna A. 


"Tutto il reale è razionale, tutto il razionale è reale" diceva Hegel; non esiste né vero né falso, ma semplicemente una realtà infinitamente ricca, che si manifesta a se stessa nel corso dei secoli, attraverso fenomeni naturali e spiriti umani. 
(François Grégoire)















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