martedì 29 marzo 2016

SPIRITUALITA' - VITA E MORTE



LO STATO INTERMEDIO - FRANCO BATTIATO E GIANLUCA MAGI 


Franco Battiato, cantautore, musicista, compositore, autore di opere teatrali, editore, regista cinematografico e pittore, è tra le personalità più importanti e influenti del panorama musicale italiano. La sua opera è un'abile sintesi di elementi diversi, combinati tra loro in modo eclettico e originale; sul fronte musicale: sperimentazione, avanguardia colta, tradizione classica occidentale del XIX e XX secolo, minimalismo, musica leggera, rock progressivo e musica etnica; sul fronte testuale: esoterismo, spiritualità d' Oriente e d' Occidente, teoretica filosofica, mistica sufi e tibetana e meditazione orientale. Ha sempre conseguito un grande successo di pubblico, numerosi premi e grandi riconoscimenti da parte della critica. 

Gianluca Magi , massimo esperto di filosofie e psicologie orientali, è uno degli autori più influenti nel campo dell'evoluzione umana. La sua opera, tradotta in 33 Paesi, ha venduto oltre 200.000 copie in Italia, ha inaugurata diverse tendenze ed è fonte d'ispirazione in vari campi del pensiero. Già docente all'Università di Urbino, ha fondato nel 1997 a Rimini la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa, cenacolo d'eccellenza, di cui è direttore scientifico con Franco Battiato. Nel 2012 lascia l'insegnamento universitario per dedicarsi anima e corpo al "Gioco dell'Eroe", un progetto di percorso evolutivo che sta diffondendo in tutta la penisola. 

"Lo Stato Intermedio"  (Arte di Essere) è un libro che gli autori si interrogano sulla morte, sulla paura da parte della società occidentale nei confronti di questo passaggio, che costituisce il momento più importante di tutta la nostra vita. 
Il passaggio dalla vita a quella che chiamiamo morte è l'argomento rimosso dei nostri tempi. Ma in realtà la morte non è fine, non è inizio, ma passaggio. 
La morte è un velo gettato sugli occhi dei vivi. Se accettiamo le nostre trasformazioni, siamo immortali. La vita è un INTERMEZZO di una lunga vicenda. 
Esisteva già prima che io esistessi e continuerà anche dopo, terminato questo intervallo conscio in questa esistenza ad altre dimensioni. Perciò morire è solo trasformarsi in un passaggio da una dimensione a un'altra. Tutti dobbiamo passare attraverso questo "cambio di residenza". 

La nostra cultura rifiuta la morte, ha paura della morte, vive sempre proiettata nel futuro, proiettata in avanti. E' probabile che il malessere di fondo della nostra cultura nasca dal rifiuto della morte. La società tecnologica esorcizza, rimuove in tutti i modi ciò che dimora sotto il nostro tetto: la morte. 
La morte nella nostra società è come gravata da inibizione comunicativa. Parlarne significa infrangere le convinzioni e commettere una specie di gaffe. 

L'aspirazione dell'uomo di oggi non è sopravvivere alla propria morte, ma piuttosto, grazie all'onnipotenza del progresso tecnologico, sopravvivere alla propria vita, rimuovendo la morte. Si tratterà così di prolungare la propria giovinezza e la propria vita in una condizione il più possibile di benessere e di piacere, mentre la morte, la malattia e la vecchiaia diventano fonte di orrore, poiché non appaiono provvisti di alcun senso e significato che non siano negativi. 
In realtà siamo prigionieri delle nostre abitudini, paure e potenti illusioni  e non riusciamo a considerare consapevolmente di essere parte del tutto universale. Dobbiamo invece avere una visione diversa per accettarla perché NULLA è come sembra, ma siamo infiniti ed eterni quanto il cosmo. 
Non moriamo davvero, se non con il corpo, che è una "residenza" temporanea. Nessuno di noi muore mai: ciò che facciamo è solo passare da uno "stato a un altro stato". Posso dire che questa condizione non si raggiunge facilmente:occorre molta saggezza per conquistarla. 

La morte è un'illusione individuale. L'individualità è mortale, il Tutto è eterno. La vera morte è non trasformarsi mai. La morte è solo un concetto. Niente scompare, tutto cambia e....."Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla"...
L'idea fondamentale è questa: "se facciamo in modo che vi sia vita dopo la nascita, allora ci sarà vita anche dopo la nostra morte..."Il Bardo " è il passaggio e nulla più..."  
Il libro Tibetano dei morti ci ricorda, a suo modo, di non sprecare il tempo per cose futili e superficiali ma cogliere l'essenza della propria vita e irradiare l'amore "incontaminato,  senza farsi contaminare" Anna A. 




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