lunedì 13 giugno 2016

ECONOMIA - SAGGI

L'ESTINZIONE DEI DINOSAURI DI STATO di EUGENIO CARUSO


Eugenio Caruso è esperto di direzione di progetti di ricerca e sviluppo, di gestione d'impresa, di marketing e di comunicazione.
Autore di numerosi libri e di centinaia di pubblicazioni e ha al suo attivo diversi brevetti dirige il portale "impresa oggi".

"L'estinzione dei dinosauri di Stato"  (Mind Edizioni) è un libro che mostra come i grandi "dinosauri politici" la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista e i partiti minori, nell'arco di pochi anni siano scomparsi, uccisi dalla mancanza di "cibo"che li manteneva in vita: il consociativismo, e la contrapposizione ideologica tra comunismo e capitalismo. 

Perché l'Italia, "tigre economica" degli anni '50 e '60, sta diventando sempre più un Paese povero e depresso...?
In questo libro c'è un profilo completo della storia d'Italia dal 1946 a oggi: quello che gli italiani devono sapere affinché il Paese non ripercorra gli errori di un passato non molto lontano. 
Questo testo è composto da 14 Capitoli così articolato: 
1 Capitolo: La Repubblica - 2 Capitolo: Il Centro-Sinistra (1961-1976) - 3 Capitolo: Il Compromesso storico - 4 Capitolo: Consociativismo e corruzione - 5 Capitolo: I Rampanti anni Ottanta (1981-1990) - 6 Capitolo: Un terremoto politico (1991-1993) - 7 Capitolo: Il Federalismo - 8 Capitolo: Le privatizzazioni di Iri ed Eni -
9 Capitolo: L'inchiesta mani pulite - 10 Capitolo: L'assetto politico dal 1994 al 1998 -11 Capitolo: Dal 1998 al nuovo millennio- 12 Capitolo: Le politiche economiche dagli anni Novanta al nuovo millennio- 13 Capitolo: La politica del primo decennio del Duemila- 14 Capitolo: La politica economica del primo decennio del Duemila.  

Il sistema produttivo mondiale sta affrontando i marosi di un vero e proprio rivolgimento che va sotto il nome di "new economy": la nuova economia che ha iniziato a svilupparsi negli anni Novanta, un'economia che attraverso la nuova tecnologia comporta una vera rivoluzione del sistema economico che sta conducendo la massa delle imprese dei Paesi più industrializzati a modifiche culturali e organizzative. (Caruso 2003) 

La rivoluzione succitata è caratterizzata da una serie di elementi distintivi che non possono non rientrare in un concetto di nuova economia. Ieri l'azienda era focalizzata su aspetti tangibili o misurabili (strutture, impianti, materie prime, lavoro, capitale, bilanci), oggi sono gli aspetti intangibili che dettano le regole della competitività (leadership, comunicazione, informazione,conoscenza, sfida). 
Imprenditori e manager devono fronteggiare situazioni contraddittorie e dilemmi, ma spesso sono impreparati a fondere gli opposti, ad affrontare il paradosso, a misurare "l'immisurabile". Ora la nuova economia richiede loro un salto rispetto alla tradizione deterministica e l'abbandono di regole, definizioni e paradigmi che sono ancora alla base della vecchia cultura. 
Osserva Franco Bernabé:"Old Economy e New Economy sono due definizioni che ben presto spariranno, e il perché è semplice. L'economia è una sola. L'attività economica consiste nel servire il consumatore; è produrre beni e servizi che il mercato è disposto a comprare". 
Se il sistema economico mondiale avesse seguito questo principio, si sarebbe forse evitata la grave crisi scoppiata nel 2008 con i mutui subprime. 

La nascita, la maturità e il declino dei dinosauri economici non possono essere disgiunti dal contesto ambientale che li ha generati, allevati e poi condannati. L'inizio dell'agonia dei dinosauri economici è stato preceduto dalla scomparsa repentina dei dinosauri politici, i grandi partiti che hanno governato il Paese per cinquant'anni dalla fine della guerra. Dopo la scomparsa dei dinosauri politici e di quelli economici si è avuta quella del dinosauro più combattivo e pericoloso per una crescita ordinata dell'economica: il sindacato. 

Secondo l'economista austriaco  Joseph Schumpeter: "Ogni produzione consiste nel combinare materiali e forze che si trovano alla nostra portata. Produrre altre cose o le stesse cose in maniera differente significa combinare queste cose e queste forze in maniera diversa". 
Joseph Schumpeter fa notare che questo modello di economia non corrisponde alla realtà e lo supera con il ben noto approccio "dinamico".
In un'ipotetica economia basata sul modello statico, i beni vengono prodotti e venduti secondo la mutevole domanda dei consumatori, ma i prodotti scambiati rimangono sempre gli stessi e le strutture economiche non mutano.
In pratica le fasi di trasformazione sotto la spinta di innovazioni maggiori vengono chiamate "distruzione creatrice". 

Il termine "distruzione creatrice" è stato coniato dall'economista Schumpeter ed esprime il concetto secondo cui l'innovazione di una società libera e capitalista, può impattare su determinati settori così intensamente da obbligare le società che vi appartengono ad evolversi o estinguersi. 
Con questa definizione si conferma infatti, il drastico processo selettivo che le contraddistingue, nel quale molte imprese spariscono, altre ne nascono, e altre si rafforzano.
DISTRUZIONE perché vengono superati vecchi metodi produttivi, tecnologie, conoscenze e risorse umane; CREATRICE perché solo da questi cambiamenti scaturisce il nuovo. Gli imprenditori disposti a innovare sono i protagonisti della distruzione-creatrice. 

Seguendo il filo logico della teoria di Schumpeter, possiamo ritenere che al termine della crisi esisteranno altri prodotti e altri mercati, che molte imprese saranno decedute, che molte saranno nate e, considerando le basse capitalizzazioni di quasi tutte le medie e grandi imprese, che molte di esse si troveranno ad avere nuovi "padroni". E' evidente quindi che da questa "distruzione creatrice" nascerà un nuovo mondo economico.  
Anna A. 










 







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