lunedì 18 dicembre 2017

PSICOLOGIA

RESILIENZA  di Sergio Astori 

Sergio Astori dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e il servizio civile in una comunità psichiatrica della Caritas Ambrosiana, ha completato la formazione a Pavia conseguendo la specializzazione in Psichiatria e psicoterapia e il dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative. Svolge la sua attività come libero professionista a Milano, dove è anche docente presso la facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica, consulente scientifico dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, perito del Tribunale ordinario e per i minorenni. 
Ha pubblicato due manuali di psichiatrica, un saggio di psicofarmacologia e un volume dedicato alla sfida della diagnosi genetica predittiva. 

"Resilienza" (Edizione San Paolo) non va intesa tanto come qualcosa di immutabile, quanto come un processo di cambiamento: non si tratta di "resistere" a un evento negativo senza cadere, quanto piuttosto di cadere e poi rialzarsi, "rigenerandosi". Il concetto di "rigenerazione"è quello di "rinnovarsi" trovando nuovi obiettivi e nuovi significati di vita. Recuperare un sentimento di efficacia personale vale a dire sentire di saper dare una direzione a se stessi e di possedere le abilità necessarie per guidare gli altri (è un obiettivo del processo di resilienza). Anna Oliverio Ferraris propone: "L'azione della resilienza può essere paragonata al sistema immunitario con cui il nostro organismo risponde alle aggressioni dei batteri. Di fronte agli stress e ai colpi della vita, la resilienza dà infatti luogo a risposte flessibili che si adattano alle diverse circostanze ed esigenze del momento. 



Nel linguaggio psicologico e psichiatrico, per "resilienza" si intende l'abilità a superare in modo efficace situazioni avverse che rischiano di far rassegnare definitivamente all'idea che la crisi non possa essere superata. Gli esseri umani non sono destinati a un solo modo di esistere, e di fronte alle prove, anche quelle più gravi, sono in grado di trovare una diversa soluzione. 
Dostoevskij afferma: "Un essere che s'adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare all'uomo". 

Nel testo "Resilienza, la scienza di adattarsi ai cambiamenti di Andrew Zolli e Ann Marie Healy  affermano che la resilienza non si trova soltanto nei sistemi che ammiriamo, ma talvolta anche in quelli che detestiamo. 
Chi è resiliente è paziente perché rinuncia alla pretesa del tutto e subito. Chi è resiliente è fedele perché ricerca e coltiva il legame. Chi è resiliente è perseverante, perché resiste al dubbio, alla noia, alla fatica. Chi è resiliente è colui che non si arresta vivendo un problema come insuperabile, ma virtuosamente si rimette in cerca di qualcosa di buono, sperando realisticamente. 

Se vogliamo davvero fare qualcosa di importante nella vita, è il progetto che deve appassionarci e non il suo compimento.  Anna A. 













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