giovedì 30 novembre 2017

MEDICINA - SALUTE E SICUREZZA

LE PAROLE DEL CUORE di Claudio Cuccia

Claudio Cuccia è direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Fondazione Poliambulanza  di Brescia ed è presidente del Gruppo di studio nazionale Atbv (Aterotrombosi e biologia vascolare). E' stato responsabile dell'Unità Coronarica degli Ospedali Civili di Brescia e direttore editoriale del sito www.infarto.it 
Per il Mulino Edizioni ha già pubblicato "L'Infarto"(2015)

"Le Parole del Cuore" (Edizioni il Mulino) è un glossario semiserio che parla del cuore. Il cuore un organo così prezioso, è il motore dell'apparto cardiovascolare, è il più importante organo vitale, è anche la sede dei sentimenti e secondo molti anche dell'anima. 
Al centro di questo glossario ironico ma scientificamente ineccepibile ci siamo noi, desiderosi di "essere accuditi e rinfrancati" dalle parole del cardiologo ideale.  Una lettura che ci aiuta a familiarizzare, senza ansie, con la medicina del cuore. 

Il sapere medico dovrebbe sempre avere radici robuste; al sapere del medico consegue infatti l'agire del medico, e l'azione si svolge, com'è facile immaginare, su un essere che, per malato che sia, ambirebbe ancora, e molto, all'aggettivo "umano". 

Da lontano nel tempo giunge un monito: la medicina è scienza complessa, le malattie vanno conosciute e curate bene, e il loro impatto sulla gente andrà descritto in modo onesto, chiaro e preciso, e ogniqualvolta se ne presenti una soluzione, questa dovrà spogliarsi dell'aneddotica di processi parziali o, peggio, viziati da "quel che si vorrebbe". 
Insomma cari dottori e cari pazienti, liberatevi dall'ignoranza (vale per entrambi) e dal conflitto di interesse (vale per il dottore), e se mai un interesse ci fosse, lo sia solo per il paziente, che per natura soffre, per spirito ringrazia, ma d'ora in poi si istruirà pure (attraverso questo manuale).
Il paziente impari la lingua e fiuti come vanno le cose, visto che i tribunali per i suoi diritti brancolano nel buio dell'isterismo, dell'ideologia e della precarietà della mente umana. 

Ecco mi rivolgo a voi..."medici tristi": siate gentili e leggete la sofferenza là dove, negli occhi dei pazienti. 
Concentratevi su quella, scrollatevi di dosso il resto, che è poca cosa. Siategli amici ai pazienti, non trasferitegli la vostra indifferenza, sofferenza e noia. E se non "ce la farete", date un'occhiata in giro e se trovate un altro lavoro migliore approfittatene. Il medico si fa per passione, non per interessi, se non sapete "usare" il vostro cuore...come potete curare quello degli altri? 

ETA' 
Le parole parlano, e noi, oltre a non ascoltarle, non le capiamo: giovane è parola antica, amata e declamata...
Giovane donna sotto un verde lauro
vidi più bianca et più fredda che neve
E' una parola che strazia chi non riesce più a coglierla.
Dentro pur foco, et for candida neve,
sol con questi pensier, con altre chiome...

La parola "giovane" nasce lontano nel tempo, generata dal sanscrito yùvan, persona che combatte. Ed eccone il senso, a suggerire che finché combatteremo resteremo giovani. Prima o poi, però...giungerà la "pace".
(Francesco Petrarca, Canzoniere, "Giovane donna sotto un verde lauro).  Anna A. 












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