NET- PARADE AWARD

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giovedì 3 maggio 2018

PSICOLOGIA - PSICOANALISI - PSICOTERAPIA

LA PSICOLOGIA INDIVIDUALE COMPARATA 


Il "Sestante" è un dipartimento dell' I.P. A. Adler. Nasce come gruppo di studio e di ricerca con l'obiettivo di organizzare e far funzionare un "luogo" specializzato sulle problematiche socio-psicologiche dell'età evolutiva e dell'adolescenza. 

" La Psicologia Individuale Comparata" Effatà Editrice é una raccolta di saggi a sfondo psicoterapeutico con l'intento di guidare il lettore in un viaggio nel mondo interno di ciascun uomo. 
Gli autori di questo libro sono: 
Gian Piero Grandi Psicologo Psicoterapeuta Analista S.I.P.I. (Responsabile dell'Accademia del Test Proiettivo), Segretario organizzativo e di supporto alle aree dell'I.P.I.; docente della Scuola Adleriana di Psicoterapia; docente dell'Accademia del Test Proiettivo.
Ilaria Sada, Melissa Angelini, Francesca Falbo, Stefania Torriano Giulia Caffaro e Francesca Dogliani

Gian Piero Grandi afferma: l'uomo è relazione, a tutti i livelli, e la comprensione che deve avvenire nella "stanza" di analisi è comprensione della soggettività relativa ai vari sentimenti del paziente inclusi nella sua storia di vita personale. 
Se, quindi, è all'interno di una relazione individualizzata che la mente si ristruttura, allora è necessario lavorare nella costruzione dell'intersoggettività, cioè dei meccanismi interpersonali di auto-regolazione, che si mettono in gioco attraverso un rapporto stimolante e supportivo, espressamente adattato nel tempo. 

Esistono persone che hanno studiato e viaggiato per tutto il mondo, ma sono rigide e hanno una mentalità chiusa. C'è, invece, chi non si è mai mosso dal proprio territorio e ha una mente molto flessibile e aperta al cambiamento. Perché? Capita spesso di sentire che "è tutta questione di atteggiamento". Effettivamente è così: l'atteggiamento determina emozioni e comportamenti. Quando una situazione non è favorevole o fa soffrire, quindi, basterebbe cambiare atteggiamento. Ma è realmente possibile? Come si fa? Spesso molti si chiedono queste domande... 
Thomas e Znaniecky (1918) sono stati i primi a identificare il costrutto di atteggiamento, intendendolo come un processo della coscienza individuale che determina l'azione, ossia una disposizione verso. Secondo gli autori, per modificare il comportamento delle persone, è necessario cambiarne gli atteggiamenti. (Giulia Caffaro) 

Gli autori definirono l'atteggiamento come un processo della coscienza individuale (mentale) che determina le risposte effettive e potenziali (azioni) di ogni individuo al suo ambiente sociale. Il teorema di Thomas recita: "Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, essere saranno reali nelle loro conseguenze".  

Cambiare atteggiamento non è una cosa facile, perché racchiude elementi emotivi, cognitivi e comportamentali. Quando manifestiamo una determinata attitudine non esprimiamo solo un comportamento: dietro di questi si celano pensieri e sentimenti, che ci fanno sentire relativamente comodi e sicuri. 
La più grande resistenza umana è la resistenza al cambiamento: anche quando ormai è stato raggiunto un buon livello di consapevolezza e si è consci che i propri atteggiamenti e comportamenti, ormai rigidi e cristallizzati in abitudini e strutturati nello stile di vita, vanno cambiati, ci sono grosse difficoltà e resistenza. 

La comunicazione "moderna" (purtroppo) fonda le sue basi sulla velocità e non più sulla lentezza. In una comunicazione veloce non si ha più tempo di ascoltare attentamente, ma si passa all' altro velocemente. La comunicazione veloce non permette più l'ascolto e la riflessione, è diventata fredda, digitale e spesso automatica e come sappiamo la comunicazione digitale "formatta" il linguaggio, e di conseguenza, "formatta" il pensiero. Le forme di comunicazioni oggi (purtroppo) non si basano più sui rapporti "face to face" ma sull'uso smodato dei mezzi di comunicazione. 

La vita potrebbe essere considerata come un teatro dove ognuno recita una parte, sia consapevole che inconscia, spesso la rappresentazione che si innesca in moltissimi individui è fittizia o ambigua. Molti individui spesso indossano una "maschera sociale" a discapito sempre personale.  Una maschera che molti  necessitano di indossare che purtroppo (a lungo andare) darà un "conto salato" da saldare. 

Il pensiero di Adler è straordinariamente moderno, la sua psicologia raccoglie i fermenti di trasformazione presenti nella cultura del suo tempo e li traduce in un'interpretazione profondamente innovativa della psiche e dei comportamenti umani. 
Anna A. 

C'è una legge che dice che l'uomo dovrebbe amare il suo prossimo come se stesso. 
E' l'individuo che non si interessa agli altri quello che ha più difficoltà nella vita e che procura più danno al prossimo. E sono questi gli individui che falliscono nei loro intenti! Alfred Adler 









lunedì 30 aprile 2018

SPIRITUALITA' - ISPIRAZIONI QUOTIDIANE

ANGELI - ISPIRAZIONI QUOTIDIANE di Gary Quinn e Gianni Passarella 
Preghiere e pratiche per trasformare la vita e ritrovare il potere


Gary Quinn è autore di best seller internazionali, ospite televisivo e produttore, è un life coach che lavora con le vibrazioni degli angeli. 

Gianni Passarella è spiritual counselor e professore di Sacre Scritture e lingue semistiche antiche. Laureato in Spiritualità e in Studi Biblici. 

"Angeli" (Eifis Editore) è un libro che ti aiuterà ad intraprendere un viaggio celestiale in perfetta sintonia con una pura e candida armonia. Questo libro è una manifestazione della Saggezza e della voce di Dio, poiché gli Angeli sono pensieri di Dio. 
Siamo tutti espressioni miracolose dello Spirito, create dalla mente di Dio. Gli Angeli faranno emergere progressivamente nella tua mente e nella tua Anima impressioni, illuminazioni e spunti favorevoli per accedere ad una dimensione superiore e migliorare la tua percezione.

Il primo passo da percorrere con gli angeli è quello di aprirsi alla riconoscenza e all'armonia con l'Universo, così si potrà innalzare la frequenza del proprio cuore. Bisogna abbandonare le preoccupazioni, qualsiasi possano essere, per essere capace di focalizzare la mente su ciò che innalza positivamente la propria energia. 

Ogni singola cosa, ogni essere vivente, evento, movimento e relazione, tutto comincia con il seme dell'intenzione. Le intenzioni sono pensieri che hanno luogo su un livello di alta coscienza. Cosa significa? Significa capire che le intenzioni possono essere utilizzate per aumentare la propria coscienza e allinearla ad uno scopo di vita più elevato, significa sviluppare il rispetto per tutto ciò che è vivo. 

Una volta scoperto questo, sta a noi diventare intensamente consapevoli della proprietà e responsabilità per ogni pensiero inviato al mondo. La sfida è restare su un allineamento positivo rispetto all'intenzione che abbiamo stabilito. 

Permetti al tuo cuore di gioire in questo nuovo risveglio: Procedi verso una nuova alba, meravigliandoti della bellezza e del potenziale che la vita ti porta. Gli Angeli possiedono una forza e un potere sovrannaturali. Sono esseri celestiali che detengono una percezione pura della vita. Sono un'autentica espressione dell'unione tra l'intelligenza Divina universale e l'energia spirituale.
Chiedi agli angeli di concederti il loro supporto. Prenditi un momento per riflettere. Il tuo obiettivo è sufficientemente specifico? Stai compiendo le azioni in linea con la visione o stai ripiegando su qualcosa di facile e familiare? Qualsiasi cosa vorrai realizzare fidati del tuo cuore. Fidati di ciò che il tuo cuore consiglierà. Pratica la pazienza e con il tempo tutto si realizzerà. La più grande verità è che tutti siamo connessi a livello di frequenze. Quando mantieni un'intenzione, stai sostanzialmente richiamando la coscienza che hai inviato alla tua realtà. 
RICORDA che l'universo vuole che tu sia in armonia con te stesso e soprattutto vuole che tu sia felice...
TU sei la montagna, il potere è in te e tu lo devi reclamare da dentro. 

Che tu possa trovare la luce che risvegli i tuoi sogni. Possano gli Angeli munirti di pace, sapienza, forza e amore...e così sia.  Anna A.











giovedì 26 aprile 2018

PEDAGOGIA - PATOLOGIE - MALATTIE

I BAMBINI AUTISTICI di Lorna Wing 
Una guida per i genitori 


Lorna Wing  è stata una psichiatra britannica, pioniera degli studi sull'autismo.

"I Bambini autistici" (Armando Editori) è un'opera nata soprattutto da una costante e prolungata collaborazione dell'autrice con gruppi di genitori autistici, ma è anche utile per gli operatori sanitari, assistenziali e scolastici che hanno contatto con portatori di questa patologia. 
La prima parte del volume è dedicata alla descrizione e all'analisi del comportamento dei bambini autistici, con riferimento sia alla sua evoluzione attraverso il tempo, sia alle componenti cognitive, sensoriali ed emotive sottese alle difficoltà che si manifestano nel comportamento globale. 
La seconda parte affronta i molteplici problemi che i genitori devono risolvere ogni giorno, a livello di gestione e di educazione. A conclusione, l'autrice, dopo aver analizzato le difficoltà di organizzazione della vita quotidiana nel nucleo familiare dell'autistico (offrendo preziosi suggerimenti operativi), si sofferma poi sulle strutture assistenziali ed educative disponibili, precisando quale sia, o debba essere, il ruolo delle associazioni di genitori per promuovere un più adeguato sviluppo dei servizi e una presa di coscienza del problema a livello di opinione pubblica. 

L'autismo è una condizione che comincia nella primissima o prima infanzia. Si verifica con la stessa frequenza con cui si ha una sordità totale, e più spesso di quanto si abbia una totale cecità. Alcuni bambini che divengono successivamente autistici sembrano avere uno sviluppo normale per un certo periodo, e i genitori non notano nulla di fuori del comune prima che il figlio abbia uno o due anni.
Dai due ai cinque anni la fase del comportamento autistico appare più evidente. I cambiamenti più rilevanti si hanno di solito a livello emotivo e sociale. 

Gli obiettivi dell'educazione
E' più probabile che l'educazione (impartita sia a casa che a scuola) abbia buon esito se si limita a obiettivi realistici. Gli obiettivi dell'educazione si possono sintetizzare in quattro punti. 
Il primo è aiutare il bambino a diventare un membro accettabile della società, in modo che possa vivere con la sua famiglia o in qualunque altra situazione sociale. Il secondo è insegnargli a compensare i suoi handicaps, mostrargli tutte le possibilità di riuscita che gli sono concesse, aiutandolo a sviluppare al massimo le sue potenzialità in modo che non si lasci frustrare dalle cose che non sa fare. Il terzo, collegato al precedente, è educarlo in modo che possa trovare un lavoro (protetto o no) e un ruolo concreto nella sua vita di adulto. 

L'ultimo, ma certo non il meno importante, è aiutare il bambino ad aumentare la sua comprensione della realtà, a creare un certo ordine nel caos, in modo che possa trarre un qualche piacere o soddisfazione dalla vita. Anna A.  

Ci vuole un villaggio per crescere un bambino. Ci vuole un bambino con autismo per elevare la coscienza del paese. (Elaine Hall) 















martedì 24 aprile 2018

RACCONTI E SAGGI - ROMANZI ITALIANI

CONFESSIONI ULTIME di Mauro Corona 
Una meditazione sulla Vita, la Natura, il Silenzio, la Libertà 


Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. E' autore di Il Volo della martona; Le voci nel bosco; Finché il cuculo canta; Nel legno e nella pietra; Aspro e dolce, L'ombra del bastone, Vajont: quelli di dopo, I fantasmi di pietra, Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Storia di Neve, Il canto delle manére, La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011), La ballata della donna ertana, Come sasso nella corrente, Venti racconti allegri e uno triste, Guida poco che devi bere: manuale a uso dei giovani per imparare a bere, La voce degli uomini freddi (finalista premio Campiello 2014), Una lacrima color turchese, I misteri della montagna, Favola in bianco e nero, La via del sole e delle raccolte di fiabe  Storie del bosco antico e Torneranno le quattro stagioni;  La casa dei sette ponti e Quasi niente. Attualmente è anche scultore (di legno) apprezzato in tutta Europa.

"Confessioni ultime" Edizioni Chiarelettere  sono il diario intimo di un sognatore che in questo libro, per la prima volta, compone il suo testamento spirituale. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l'indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jocho Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull'attualità, sul nostro tempo e sulla vita frenetica e innaturale che viviamo. 
Con assoluta sincerità, questo libro offre una rappresentazione profonda e illuminata della vita, un racconto personalissimo che può darci la misura di cosa è davvero essenziale.  
Diceva Zvi Koliz: "Caro Dio, io credo in te... "

Le uniche parole che meritano di esistere sono quelle migliori del silenzio...Una frase che ha ricordato Galeano di Juan Carlos Onetti: Se quel che si dice non è migliore del silenzio, giova tenere la bocca chiusa". Oppure come Ludwig Wittgenstein, che affermò: "Ciò che è possibile dire si può dire chiaramente; su ciò di cui non si può parlare si deve tacere". Non solo gli scrittori, anche i politici dovrebbero imprimerselo nella mente. 

Josif Brodskij sui politici dice: "Non dico di sostituire lo Stato con una biblioteca, ma non c'è dubbio che se noi scegliessimo i nostri governanti  sulla base della loro esperienza di lettori e non sulla base dei loro programmi politici, ci sarebbe assai meno sofferenza sulla terra".  

Uno dei miei ultimi libri: "Come sasso nella corrente", l'ho dedicato agli infelici, quindi a tutta l'umanità, e credo che l'uomo non sarà mai felice finché desidererà quello che non ha. L'essere umano (purtroppo) vive nella dipendenza, è schiavo di qualcosa che è lui stesso. L'uomo non può trovare la felicità se non si libera delle schiavitù che lui stesso ha scelto. Questa è la base di tutto. 
Felicità per me significa tranquillità, uso sereno e naturale delle cose, allegra accettazione. Non è felice chi ha di più, è felice chi ha di meno ma è soddisfatto di sé. Non è vero che nessun uomo è un'isola. Lo è, dopo si può espandere, ma per espandersi, per dare amore, per essere generoso, per essere altruista deve prima essere un'isola. Bisogna "bastarsi", solo allora possiamo fare del bene agli altri. Chi cerca la felicità nelle cose e negli altri ha già sbagliato, perché vive nella dipendenza. 
La serenità è nell'essere semplici, nell'essere umili e per voler bene in modo completo bisogna essere tolleranti. Vivere significa imparare a "scolpire" l'essenza della propria anima facendola diventare una "bella scultura". Diceva Antonin Artaud: si scrive, si scolpisce, si fa musica per uscire di fatto dall'inferno. 

Si può essere istruiti senza essere veramente colti. L'istruzione è un vestito. La parola istruzione significa che una persona si è rivestita di conoscenze. Anna A. 


















mercoledì 18 aprile 2018

PSICOLOGIA - PSICOTERAPIA - PSICOANALISI

ELOGIO DEL NARCISISMO di Luciano Masi


Luciano Masi è psicologo e psicoterapeuta a Roma. E' socio fondatore e didatta dell'ECAAT (European Commitee for the Analytically Advanced Autogenic Training) e docente di scuole di specializzazione e formazione in psicoterapia e psicodiagnostica. Ha scritto: Psicoterapia autogena a orientamento analitico (CISU,Roma); Analisi tematica. Viaggio nel mondo iponoico-ipobulico (EUR Roma); Manuale di tecniche di ipnositerapia (CISU, Roma); Una folla dentro di me. Con Effatà Editrice ha pubblicato: "I dieci comandamenti secondo lo psicologo (2016) e "I miti secondo lo psicologo (2016). 

"Elogio del narcisismo" (Effatà Editrice) è un libro che analizza le varie teorie psicoanalitiche, centrate sul tema del narcisismo. Il narcisismo è una "spinta" interiore originaria. Esso nasce dalla "nostalgia ermafrodita" che è dentro ciascuno di noi. Il piccolo "io" in formazione non avrebbe però nessuna possibilità di far sviluppare quella tendenza antica se non ci fosse un fattore esterno programmato in tal senso, uno stimolo insostituibile, primario, che col minuscolo "io" è, fin dagli albori della vita, in stretto contatto, in un rapporto privilegiato.

Narciso è colui che è innamorato  di sé stesso in modo esagerato e pensa che tutto il mondo ruoti intorno a lui. E' un essere ego-centrico, così convinto che è portato a trasformare gli altri in "satelliti" del suo splendido pianeta. 

Ma analizziamo un po' la figura del narcisista...
Se riflettiamo bene, possiamo osservare che le spinte narcisistiche, anche quando sono spontanee e un po' "naif", vanno sempre nella direzione del rinforzo dell'io e non sono sempre negative...ma naturalmente è una questione di "soglia", un limite che non deve mai essere superato, altrimenti è considerato un disturbo della personalità. 
Il disturbo narcisistico diventa infatti tale quando il soggetto possiede almeno cinque di questi sintomi: 
- senso grandioso d'importanza; 
- fantasie di successo, potere, bellezza o di amore ideale; 
- crede di essere "speciale" e di dover frequentare solo persone altrettante speciali; 
- richiesta di eccessiva ammirazione; 
- pretende trattamenti speciali ed ha aspettative in tal senso; 
- sfrutta i rapporti interpersonali per i propri scopi; 
- manca di empatia;
- è invidioso; 
- ha atteggiamenti arroganti e presuntuosi. 
Un quadro di questo genere è sicuramente patologico. 

Ma vediamo nello specifico qual è un "sano narcisismo"...
L'espressione di "sano narcisismo" è ricavabile, sicuramente dalle opere di Kohut che individua una fase evolutiva successiva a quella del narcisismo primario, definita "Sé grandioso", un investimento affettivo di libido narcisistica che può avere un ruolo decisivo nello sviluppo della personalità matura. 
Questa importante aspettativa delle proprie possibilità, (anche se sicuramente esaltata), giocherà un ruolo di rilievo nelle modalità con cui il soggetto affronterà le difficoltà della vita. 
Il "sano narcisismo" non sempre si realizza, poiché tutto dipende dalla madre. Una madre che deve essere non solo "nutritiva" ma anche capace di gestire, gradualmente il "distacco", onde consentire al fanciullo, pieno della sua energia narcisistica, di entrare nel mondo e di relazionarsi con altre persone (può capitare che l'intero percorso non si realizzi completamente). 

In conclusione... Narciso è dentro di noi, abita nella nostra umile dimora, cercando di renderla più bella e accogliente, bisogna però sempre saperlo dominare. Il narcisismo può essere dunque un importante elemento stimolatore della dinamica psichica, basta saperlo gestire e limitare. 

Il narcisismo è come il peperoncino, se si indovina la dose fa diventare la pietanza deliziosa, se si esagera copre tutti gli altri sapori. La conquista della saggezza è una delle vette dello sviluppo umano non tanto e non solo per quanto attiene la trasformazione dei disturbi narcisistici ma in generale in qualsiasi crescita e trasformazione umana. Anna A. 















sabato 14 aprile 2018

NARRATIVA ITALIANA - ROMANZO

GRAZIA  di Giulia Alberico 


Giulia Alberico scrittrice abruzzese, insegnante di lettere per oltre trent'anni, vive a Roma. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi: "Il gioco della sorte"(2002), "Come Sheherazade" (2004), "Il vento caldo del Garbino" (2007), e "Un amore sbagliato" (2015). Con il volume di racconti Madrigale (1999) ha vinto il premio Arturo Loria. 

"Grazia"  Edizioni SEM è un romanzo che parla di una madre e una figlia, due persone con caratteri opposti  ma entrambe molto sensibili. L'autrice con uno stile introspettivo e lineare consente al lettore di far conoscere le due anime così diverse spesso così distanti. 
Grazia, (la madre) era bella come Ava Gardner, e la figlia Teresa, riscopre troppo tardi la sensibilità che le assomigliava con un po' di rimpianto e tristezza. 

Con il tempo infatti, scopre che sua madre amava come lei Emily Dickinson e una sua poesia era anche la sua preferita. 


Ma ormai Grazia...s'è n'era andata via...E Teresa si  accorgeva di essere...
"simile a una barca alla deriva, il suo aspetto stava fatalmente andando verso una mutazione che l'avrebbe sovrapposta, come una lastra impressa, alla donna delle sue origini". 

Teresa arriva nella città natale in un freddo e ventoso giorno di primavera e si ritrova di colpo immersa nell'atmosfera un po' fané della grande casa di famiglia in cui viveva da bambina. Qui, nelle stanze riccamente arredate ogni dettaglio le parla di sua madre, della vita piena di una donna per molti aspetti indimenticabile. 
La realtà però non è soltanto quella che Teresa ha sotto gli occhi... Teresa deve fare dei conti... ciò che le rimane...di sua madre...  

Il suo cammino...il suo passato la sua infanzia è un ricordo offuscato dalla concreta conoscenza della vera identità di sua madre... una donna misteriosa e ahimé poco conosciuta dalla figlia. Forse anche una donna pragmatica e affascinante...al tempo stesso distratta e silenziosa...

Le parole del notaio...dopo la morte della madre...
"Teresa cara, vostra madre era una donna molto riservata e soprattutto testarda. Non ha mai chiesto consiglio... Ci sono state delle operazioni bancarie di cui ho saputo, ma... "pare"...badate bene dico "pare"... mi rendo conto di sapere poco e superficialmente della storia della vostra famiglia...

A sera avrebbe sfogliato quelle pagine, restando fortemente sorpresa da quella madre ignota, o forse ignorata, che copiava versi cari alla figlia ma che mai avrebbe detto fossero amati anche da Grazia. 
Si sarebbe soffermata su quelli di Emily Dickinson:

Fuorché le piccole misure 
Nessuna vita è tonda
Quelle... si affrettano a una sfera
Si esibiscono e muoiono
Le più vaste...crescono lentamente
E pendono più tardi 
Le Estati delle Esperidi
Sono lunghe. 

Chi è amato non conosce morte, 
perché l'amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina. 
Chi ama non conosce morte, 
perché l'amore fa rinascere la vita nella divinità. 

Non c'è spazio per la morte
né atomo che la sua forza possa rendere vano
Perché tu sei esistenza e respiro 
e ciò che sei non potrà mai essere distrutto.


Dedico questo manoscritto a mia figlia Grazia,  (ma ovviamente anche a mio figlio Alessandro), due perle di figli. Vi voglio infinitamente bene! Anna A. 























venerdì 6 aprile 2018

MEDICINA ALTERNATIVA - TERAPIE PRATICHE

IL BENESSERE CON I 4 ELEMENTI di Olivier Manitara 
10 Esercizi Esseni per liberarsi dello stress 


Specialista degli Esseni è lui stesso Maestro Esseno, riconosciuto a livello mondiale, Olivier Manitara (Edizioni Alvorada) trasmette la saggezza millenaria di quel popolo ancestrale. Uomo semplice, padre di famiglia, autentico, concreto, sa fare convergere i due mondi, quello della "materia" e quello dello "spirito". 
Autore di più di 200 libri e quaderni di ricerca sulla spiritualità e l'esoterismo, conta anche al suo attivo più di 1000 conferenze spontanee e improvvisate sui temi più svariati. Da oltre 20 anni, trasmette un insegnamento vissuto, unico e prezioso. Anima seminari di formazione, convegni e conferenze in Europa, Haiti, Africa e Nord-America (Canada), moltiplicando gli approcci e le tecniche di risveglio spirituale. Numerosissimi incontri sul campo ed in seno a culture assai varie gli permettono di illustrare le sue opere con un'esperienza umana ricchissima. 
Creatore della Ronda degli Arcangeli, della Nazione Essena e dei villaggi esseni, Olivier Manitara è un Messaggero della Pace attivo e riconosciuto dall'Unesco. Il suo scopo principale è la condivisione della saggezza. 


La saggezza potrà vivere sulla Terra soltanto se gli uomini la coltiveranno nella loro vita. 

La Fondazione Essenia ha per scopo di preservare un patrimonio comune a tutta l'umanità: la Saggezza. La Saggezza è la presenza di una luce nella coscienza e nella sensibilità dell'uomo. Questa luce emana da una coscienza superiore comune. Per avere accesso ad essa, l'uomo deve possedere dentro se stesso un corpo che sia in grado di riceverla. 
Lo scopo è di formare un corpo recettore della Saggezza nell'uomo e allo stesso tempo di trasmettere questo saper fare vivente. 

La Fondazione Essenia è un'opportunità per tutti gli esseri umani di "buona volontà" che nel mondo si vogliono riunire e mettere la loro forza in comune per l'avvento di un altro sguardo e di un'altra visione e di un altro modo di essere al mondo. 

L'azione Terapeutica dei 4 Elementi
La natura è composta di quattro Elementi: la Terra, l'Acqua, l'Aria e il Fuoco. 
Questi ultimi esistono sul piano materiale ma anche sul piano sottile. Saper lavorare con i 4 Elementi è una potente chiave di trasformazione e di armonizzazione di cui desideriamo ora rivelarvi alcuni segreti...

E' bene sapere che questi metodi, basati sui 4 Elementi, figurano tra una moltitudine i approcci diversi e possibili nell'ambito della scienza essena. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA STABILITA' nella tua vita grazie alla TERRA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA FLUIDITA' nella tua vita grazie all'ACQUA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & L'EQUILIBRIO nella tua vita grazie all' ARIA. 
Coltiva la PACE INTERIORE & LA DIGNITA' nella tua vita grazie al FUOCO. 

Con amore, benedico la luce che mi risveglia, l'aria che mi anima, l'acqua che mi rende consapevole di me stesso e la terra che mi porta. 
Che il suolo sul quale sto per sedermi sia benedetto, e che diventi per me un luogo sacro colmo di forza, di purezza, di chiarezza e di sicurezza. 

Avvicinandovi alla natura in un modo giusto, in un modo armonico, potrete ritrovare il cammino verso la vostra anima, la strada che conduce alla pace e all'equilibrio interiore. 
L'armonia è la chiave della felicità e della riuscita. 

Tu sei Esseno, un'anima senza età, un fedele dell'Eternità e della Sua parola di saggezza. 
Impara a guardare il mondo con gli occhi dell'anima.

Quando sarai abbastanza allenato, diventerai capace di ritrovare quella bellezza e dolcezza legata al cielo azzurro e al sole splendente e consapevolmente ti collegherai alla "Luce della vita",  l'unica vera sostanza della propria esistenza!  Anna A. 














martedì 3 aprile 2018

PSICOLOGIA

GENITORI DIGITALI di Barbara Volpi 
Crescere i propri figli nell'era di internet 


Barbara Volpi, psicologa, specialista in Psicologia dinamica e clinica, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza (Università di Roma). E' membro dell'Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Politiche Antidroga. Tra le sue pubblicazioni: "Gli adolescenti e la rete", e per il Mulino "Family Home Visiting" (con R. Tambelli,2015). 

"Genitori Digitali" Società Editrice Il Mulino è suddiviso in tre parti; la prima parte: LA FAMIGLIA DISCONNESSA; la seconda parte: CRESCERE NEL DIGITALE; la terza parte: LA FAMIGLIA CONNESSA. 

Questo libro si pone l'obiettivo di cavalcare con maggiore consapevolezza "l'onda net" che ha travolto i genitori, cogliendo metaforicamente come ancòre di salvataggio o fari che guidano la rotta di alcuni punti cardine della psicologia evolutiva e della condivisione affettiva della famiglia, per orientare e condurre con maggiore consapevolezza i nostri ragazzi nell'era tecnologica, che ha al suo interno il "nuovo" e il "vecchio" che non può essere cancellato con il tasto delete ma deve essere necessariamente integrato. 

Questo è principalmente un testo di ricostruzione, di riflessione e di condivisione, interessato non tanto al dato percentuale delle varie statistiche e classificazioni sull'argomento, quanto piuttosto a stimolare una comprensione e un'azione concreta della famiglia affinché si appropri di una competenza digitale plasmata sui bisogni affettivi ed emotivi di ciascuno. 
Nello scorrere delle pagine il lettore sarà colpito dai diversi quesiti che si affacciano imperiosi allo scopo di sollecitarne altri, per cercare di rispondere nel modo più appropriato possibile all'interrogativo e al proposito generale che anima la trattazione, ovvero: "Come crescere i nostri figli nell'era di internet?"
Per sostenere questo percorso e per orientare le famiglie verso un uso consapevole e responsabile della rete, vengono sinteticamente tracciati alcuni concetti chiave della moderna psicologia evolutiva (Developmental Psychology o Psychopathology), che sono pensati, metaforicamente, come fari che possono illuminare il nostro tragitto verso l'acquisizione di una sana genitorialità digitale. 
Grazie a questi "punti luce" delle evidenze scientifiche che hanno illuminato, nel corso degli ultimi trent'anni, la traiettoria di sviluppo sin dalla prima infanzia, viene dato l'avvio, nella seconda parte del volume, all'analisi del tragitto evolutivo del bambino nel mondo digitale, considerando step by step i suoi bisogni, le sue necessità e le sue competenze acquisite. 
Nella terza parte, da cui il lettore può partire, viene tracciata la struttura dinamica della famiglia connessa, che nella tradizione digitale può essere rappresentata da quella che viene definita la home page familiare. 
In questa terza parte la narrazione si incentra direttamente sull'individuazione della base sicura digitale come passepartout universale che apre la porta a quelli che abbiamo definito i tanti "mondi possibili". 

Ma cosa si intende per base sicura digitale?
La base sicura digitale sono le fondamenta dell'edificio strutturale della famiglia, l'home page familiare, che si struttura a partire dalle prime interazioni diadiche del bambino con le figure di attaccamento significative (caregivers) le quali, reagendo in modo sensibilmente supportivo alle sue richieste di cura e conforto, gli offrono la possibilità di sviluppare quella sicurezza affettiva necessaria per l'esplorazione, l'inserimento e il monitoraggio affettivo del mondo esterno. 

Nella corrispondenza digitale, occorre mettere in rilievo l'essenza affettiva dell'essere connessi e disconnessi, brillantemente descritta dalle parole di Edward Tronick: "quando si stabilisce una connessione con un'altra persona, si vive un'esperienza di crescita ed esuberanza, un senso di continuità e un senso di sintonia, oltre ad avere la sensazione di conoscere il significato che l'altro attribuisce al mondo. Quando si è disconnessi, si vive un'esperienza di restringimento, una persona di continuità, una perdita di significato dell'altro. Sentirsi scollegati è doloroso e, agli estremi, può comportare sensazioni terrificanti di annientamento". 

Seguendo queste considerazioni, la "famiglia connessa", è ben consapevole che il bambino non apprende le regole del gioco della vita sulle istruzioni per l'uso del videogiochi, o più tardi da adolescente nelle indicazioni per aprire il profilo del social network prescelto, ma bensì nell'hic et nunc delle interazioni reali. Anna A. 





























giovedì 29 marzo 2018

EDUCAZIONE E FORMAZIONE - PATOLOGIE E MALATTIE

AUTISMO A SCUOLA 
Strategie efficaci per gli insegnanti 


L'obiettivo principale della Guida "Autismo a Scuola" Edizioni ERICKSON è quello i fornire un quadro completo, e allo stesso tempo utile, per conoscere più a fondo i Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) e poter così impostare un intervento tempistico e funzionale. 
Partendo da questo obiettivo, il libro fornisce agli insegnanti una panoramica esauriente delle caratteristiche peculiari dei disturbi dello spettro autistico, proponendo poi numerose indicazioni e suggerimenti per lavorare in modo adeguato ed efficace sugli aspetti particolarmente deficitari negli alunni con autismo: le difficoltà nell'interazione e lo sviluppo dell'intersoggettività, le difficoltà cognitive di conoscere e comprendere gli stati mentali propri e altrui, le difficoltà a organizzare, pianificare e autoregolare i comportamenti in modo flessibile, le difficoltà a usare codici comunicativi verbali e non verbali, le difficoltà di gioco sociale e simbolico, la presenza di comportamenti problema ripetitivi e stereotipati, ecc. 

L'autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. 
Le definizioni e le classificazioni oggi maggiormente condivise e utilizzate a livello internazionale (DSM-IV-TR e ICD-10) si basano principalmente sulla descrizione del comportamento tipico del disturbo autistico. Le aree prevalentemente interessate  sono quelle relative all'interazione sociale reciproca, all'abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri. 
L'autismo si configura come una disabilità "permanente" che accompagna il soggetto  nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale  assumono un'espressività variabile nel tempo. Le cause dell'autismo sono a tutt'oggi sconosciute. 

L'autismo è uno dei disturbi psichiatrici nei quali la componente genetica ha la massima importanza, come evidenziato in numerosi studi condotti sui gemelli. Gli studi in ambito neurobiologico sono volti a individuare eventuali strutture anatomiche e/o circuiti disfunzionali coinvolti nella genesi del quadro clinico-comportamentale tipico dell'autismo. 
Il bambino con diagnosi certa di autismo cresce con il suo disturbo anche se nuove competenze vengono acquisite con il tempo. La prognosi a qualunque età è fortemente condizionata dal grado di funzionamento cognitivo, che a tutt'oggi sembra rappresentare l'indicatore più significativo rispetto allo sviluppo futuro. 

Le strategie comunemente suggerite e adottate nell'intervento nei disturbi generalizzati dello sviluppo, possono essere fatte rientrare in due grandi categorie: gli approcci comportamentali e gli approcci evolutivi. Il panorama internazionale permette inoltre di individuare una serie di specifici "modelli" di presa in carico. 
L'analisi funzionale risulta indispensabile per individuare la reale funzione del comportamento problema. La tecnica dell'analisi funzionale permette di osservare e valutare la circolarità di interazione, comunicazione e azioni-reazioni che coinvolgono il comportamento problema, quello degli altri e il livello di stimolazioni che il soggetto produce. 
E infine importante guardare anche al contesto più largo di vita della persona. L'obiettivo principale è il miglioramento della sua qualità di vita e di chi le sta vicino. 

Ormai si ritiene che il trattamento fondamentale dei disturbi dello spettro autistico sia quello psicoeducativo, non quello psicoterapeutico o quello che chiamiamo più tradizionalmente medico. Come si è arrivati a questa situazione, quella di dare grande valore all'intervento educativo?

Penso che i passaggi siano stati diversi. Il primo passaggio credo che vada ricercato nella scarsa, per non dire nulla, efficacia degli interventi di tipo psicoterapeutico, in particolare quelli centrati su modelli di tipo psicodinamico; questa è stata un'evidenza che è cresciuta man mano nel tempo. Dall'altro per quanto riguarda la terapia medica, noi non abbiamo oggi una conoscenza di quelle che sono le cause, quindi non siamo in grado di stabilire la terapia, e le terapie mediche attuali sono sostanzialmente centrate su alcuni sintomi. Parallelamente a questo, ormai direi da una quarantina d'anni, sono state sperimentate delle metodologie principalmente basate su metodi di tipo cognitivo-comportamentale, che invece hanno dimostrato essere efficaci non nella cura dell'autismo, ma nella riduzione anche significativa della disabilità. In più, altra cosa importante, questo tipo di interventi hanno messo insieme il lavoro degli operatori  e degli specialisti, con quello che era il lavoro più di tipo educativo del genitore, quindi dell'educatore per eccellenza, dell'educatore naturale, accanto a quello della scuola e questo è stato un valore aggiunto importante del modello psicoeducativo. Giuseppe Maurizio Arduino  

Il tempo è uno strumento fondamentale: occorre concederlo e saperlo organizzare trasformandolo in un segnale di lettura immediata. I bambini autistici hanno bisogno di tempo e spesso affrontano con impegno e fatica l'abbandono di un'attività o l'inizio di un nuovo compito e la concentrazione che possono offrire nei confronti di un impegno scolastico è maggiore se è comprensibile e chiara la consegna successiva.  

Oggi esistono molte associazioni di famiglie  e di persone con disturbi autistici. Il loro ruolo e la loro importanza è andata crescendo negli ultimi vent'anni e, nel nostro Paese, possiamo dare loro il merito di aver stimolato, sollecitato e guidato un profondo cambiamento culturale e nella sensibilità diffusa rispetto a questi disturbi. La loro opera è prevalentemente centrata sull'informazione, la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani. 
Anna A. 

Un bambino autistico ha bisogno d'amore. Ascolta il tuo cuore e imparerai a vedere il mondo dal suo punto di vista. Rinaldo Sidoli 
















lunedì 26 marzo 2018

TEOLOGIA MORALE CRISTIANA

"AUTONOMISMO E PERSONA" DI  LUCA DE SANTIS 
Federalismo, autonomia e sociologia del soprannaturale nel pensiero di don Luigi Sturzo 


Luca De Santis, presbitero e docente di dottrine politiche e sociali presso l'ISSR "Don Tonino Bello" di Lecce, ha conseguito il dottorato in Dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense in Roma, con una tesi sul federalismo municipalista secondo la prospettiva teologico-pastorale di don Luigi Sturzo. 

L'autore ci accompagna, attraverso la lettura de "La vera vita", in un viaggio che ci consente di contemplare la fonte dalla quale il prete calatino attinge e soprattutto rinnova continuamente la sua vocazione, mostrando la ricchezza umana, culturale e sacerdotale di padre della Patria, dell'Unione Europea, di un precursore del Concilio Vaticano II e di uno dei maggiori intellettuali europei del Novecento, facendoci rimpiangere il fatto che troppo a lungo, in primis le istituzioni ecclesiali, ma a seguire quelle civili, l'hanno ignorata se non censurata.   Flavio Felice  

L'obiettivo che quest'opera "Autonomismo e persona" (Edizioni Effatà) si propone di riprendere è il pensiero di don Luigi Sturzo, uno dei pilastri della tradizione storica italiana, la cui riflessione parte dall'unità d'Italia sino alla creazione della configurazione politica avvenuta dopo la svolta repubblicana con la promulgazione della nuova Costituzione italiana. 
La figura di Sturzo presenta una personalità stabile e robusta, priva di degenerazioni. In essa, lo possiamo dire con sicurezza, non può essere rintracciata alcuna radice di colpa riguardo agli errori commessi dalla nostra contemporaneità, quali le varie vicende critiche della politica italiana, strutturatesi dal dopo guerra ad oggi ed in particolar modo quelle inerenti a quest'ultimo ventennio. 

All'interno di questo testo verrà evidenziato come l'autonomia perseguita da Sturzo non sia un semplice passaggio dal centro alla periferia del potere decisionale. La libertà come l'autonomia sono ritenute un diritto primario della persona ed un prerequisito per risolvere i problemi economici, politici e sociali. E' necessario sottolineare che federalismo e liberalismo per Sturzo sono i nodi strategici per la risoluzione del problema politico determinatosi in Italia, anche se per il prete calatino il principio federalistico trascende poi anche i confini nazionali divenendo un problema e una proposta politica generale, riguardante soprattutto la questione dell'unione degli Stati Europei. L'idea federalista in Sturzo non è quindi solo una questione legata agli aspetti storici e geografici dell'Italia, ma costituisce un fondamento ideologico generale. 

La vera vita, ci dice Sturzo, è quella completa in ogni parte, che riguarda le aspirazioni dell'uomo. Perché la persona si realizzi in ogni suo aspetto deve operare una sintesi, deve cercare il proprio centro, il luogo più profondo e unitario esistente in se stessa: la dimensione spirituale è lì dove è presente la più alta sintesi delle nostre potenzialità e attività. 
La vita dello spirito, dunque, permette la pacificazione delle intime discordanze e contraddizioni proprie di una vita prettamente naturale, divenendo anche il luogo in cui il dolore trova conforto, sopportazione e capacità di superamento.   

Ogni campo di intervento sociale ha la possibilità di divenire illuminato dalla grazia, e dunque di portare 
salvezza per mezzo del singolo a ogni fratello e sorella. Ed è proprio in questo aspetto che consiste l'apertura della santità a tutti i credenti, quindi anche ai laici. Sostenendo questa vasta azione della grazia, l'uomo viene da don Sturzo spiritualizzato nel mondo e per il mondo, coinvolgendo in questo progetto l'ambiente del lavoro, della cultura, dell'impegno politico, la vita individuale, sociale e quella religiosa. Uomo e Dio sono dunque in una comunione intima, in una permanenza reciproca dell'uno nell'altro e viceversa, un'esistenza che si traduce nell'atteggiamento descritto nel Vangelo a proposito di Marta e Maria. Un'unione mistica con Dio, che si tramuta di conseguenza in azione in favore del prossimo, nel pieno precetto che amore per Dio e per il prossimo non possono essere inscindibili. 
Tutto è finalizzato in Dio, poiché da Lui proveniamo e verso di Lui ci indirizziamo: in questo, per Sturzo, consiste il senso del mondo e del vivere in esso. 

Don Sturzo è convinto che la politica sia un ramo dell'amore del prossimo, che nulla ha e deve avere a che fare con la lotta faziosa, la guerra tra partiti, l'odio di classe, il risentimento tra le persone. 
La virtù della carità non rimane fuori dall'ambito politico e, infatti, questo contesto non gli è estraneo; ma perché la politica possa configurarsi come forma di carità è necessario praticare l'amore come un valore politico. 
Sembrano  paradossale questi  concetti, ma questi pensieri di don Sturzo sono molto affini a quanto predicava nel 1925 padre Matteo Crawley, promuovendo la devozione al sacro cuore di Gesù nel lanciare "la crociata dell'amore nella politica". 

La politica, nella concezione di Sturzo, non consiste né nella forza delle parole né nelle lusinghe, ma si traduce nelle opere della verità, nella giustizia, nella difesa della libertà di tutti, nel rispetto dei diritti altrui e nella fedeltà ai propri doveri, nel sacrificio di sé per gli altri. Il compito del politico è occuparsi dei mali che riguardano la persona e il sociale...
La domanda adesso sorge spontanea...ma allora cosa fanno attualmente i nostri "politicanti"?  
Anna A.